Pasqua: prezzi in aumento per i prodotti simbolo della tradizione

Una recente analisi evidenzia aumenti significativi per alcuni prodotti tipici, mentre farina e burro mostrano dinamiche divergenti tra stabilità e recuperi

Uova Foto di Peggychoucair da Pixabay

La Pasqua 2026 si preannuncia più costosa per molte famiglie italiane, con aumenti sensibili sui prodotti simbolo della tradizione. Secondo l’analisi Bmti, i rincari riguardano in particolare carne di agnello e uova, spinte da una domanda sostenuta e da una minore disponibilità. Più contenute o in controtendenza, invece, le variazioni di altre materie prime fondamentali come farina e burro. Un quadro articolato che riflette tensioni e assestamenti nei mercati agroalimentari alla vigilia delle festività.

L’analisi

Dalla carne di agnello alle uova, prezzi in aumento per alcuni dei principali prodotti consumati in questa festività rispetto alla scorsa Pasqua. È quanto emerge dall’analisi di Bmti a partire dai dati rilevati dalle Camere di commercio e Borse Merci. In particolare, il prezzo degli agnelli da carne rilevato nei listini delle Camere di commercio ha mostrato una crescita rispetto allo scorso anno fino al +20% sulle diverse piazze. Aumentato seppur in misura più contenuta, del +5%, anche il prezzo all’ingrosso della carne di coniglio, grazie a una domanda leggermente più vivace in vista della Pasqua e ai rialzi osservati nelle scorse settimane nel circuito del vivo.

Il dettaglio

Rialzo sostenuto, invece, per i prezzi delle uova da consumo: l’aumento rispetto alla settimana precedente la Pasqua 2025 è del +18%, legato ad una disponibilità di prodotto inferiore alla domanda. I prezzi attuali (2,67 euro al kg per le uova da allevamento a terra, taglia L), segnano una crescita ancor più ampia rispetto a due anni fa, pari ad un +43%. Tra le materie prime utilizzate per la preparazione di piatti e dolci pasquali, i mesi recenti hanno mostrato variazioni limitate per i prezzi all’ingrosso della farina di grano tenero, un andamento che riflette la sostanziale stabilità che si è osservata per le quotazioni dei grani teneri nazionali, su cui, al momento, non si sono ripercosse le tensioni in atto nel mercato dei fertilizzanti. A marzo i prezzi della farina sono diminuiti del -1,1% rispetto a febbraio. Rispetto ad un anno fa, invece, si registra un calo del -3,7%. Per quanto riguarda il burro, invece, dopo i consistenti ribassi dei mesi scorsi, a marzo si sono rilevati dei rialzi per i prezzi all’ingrosso, in aumento del +12% rispetto al mese precedente. Resta ampio il calo rispetto ad un anno fa, con i prezzi attuali praticamente dimezzati (-49,7%).

Fonte Ansa

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