Ortofrutta, i prezzi del mercato d’autunno

I cachi costano il 22% in meno rispetto allo scorso anno mentre le zucche sono calate del 3,2%

Cachi (@ Jerry Wang su Unsplash)

Con l’arrivo dei primi freddi, i mercati italiani si tingono dei colori autunnali e registrano variazioni significative nei prezzi di frutta, verdura e pesce. La Borsa della Spesa, servizio di Bmti e Italmercati con Consumerismo No Profit, evidenzia un calo per molti prodotti stagionali, dai cachi all’uva da tavola, mentre cresce la richiesta di ortaggi da cottura. Stabili o in flessione i prezzi di diverse varietà ortofrutticole e del pescato nazionale, con alcune eccellenze che restano ricercate.

Le rilevazioni

Arrivano i primi freddi e l’autunno si fa largo tra i banchi al mercato, con una forte presenza di frutta tipica del periodo a partire dai cachi che costano all’ingrosso il 22% in meno rispetto allo scorso anno. E se aumenta la domanda degli ortaggi da cottura, è conto alla rovescia per l’avvio della campagna degli agrumi nazionali, disponibili a partire dalle prossime settimane. Lo fa sapere la Borsa della Spesa, il servizio realizzato da Bmti e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit, con i consigli per una spesa sostenibile e conveniente. Cresce, infatti, la domanda di cachi comuni tra 1,50 e 2,50 euro/kg in base alla pezzatura, mentre i vaniglia sono intorno a 1,30 euro/kg. Consigliata anche l’uva da tavola, di buona qualità e prezzi stabili rispetto alla scorsa settimana, ma in calo del 15% rispetto ad un anno, tra 1,50 e 1,70 euro/ kg per tutte le varietà, ad eccezione della senza semi che resta su 3 euro/kg. Ancora consigliati i fichi d’India, stabili rispetto alla scorsa settimana, da 1 euro/kg ai 2,50 euro/kg. Bene la produzione delle mele, della varietà campana Annurca e Nikoter, all’ingrosso, tra 1,70 e 2 euro/kg, alle Golden e alle Gala di pianura ad 1 euro/kg, mentre sale la presenza dei melograni, tra i 2 e 2,50 euro/kg.

Gli ortaggi

Tra gli ortaggi svettano le zucche, confermando un calo generale del 3,2% rispetto allo scorso anno. Il radicchio si colloca su livelli inferiori del 48% rispetto allo scorso anno, per la sovrapposizione tra produzione veneta e quella del Centro Italia; il Lungo Precoce sta sui 2 euro/kg, il Tondo Rosso su 1,50 euro/kg, mentre il variegato, prodotto di nicchia, raggiunge i 3,50 euro/kg. Prosegue regolare la produzione delle bietole a 1 euro/kg (-23,8% rispetto ad un anno fa), ma con punte fino a 1,40 euro/kg per le gelate notturne. Per quanto riguarda, infine, il comparto ittico, tra le specie più convenienti il tonnetto alletterato tra i 4 e i 5 euro/kg, la lampuga sugli 8 euro/kg e il cefalo sui 5 euro/kg. I calamari adriatici, invece, oscillano tra 18 e 24 euro/kg, mentre quelli tirrenici, pescati artigianalmente, raggiungono prezzi superiori per la loro qualità.

Fonte: Ansa

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