Olio d’oliva, esportazioni italiane in aumento

Nei primi sei mesi dell’anno è stato riscontrato un incremento pari al 23%

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Olio (@ Couleur da Pixabay)

Nei primi mesi dell’anno, l’export italiano di olio d’oliva ha registrato una crescita significativa, superando le 129mila tonnellate (+23%) e generando oltre 940 milioni di euro, nonostante il calo dei prezzi internazionali. Lo evidenzia Evolio Expo, in vista dell’edizione 2026 alla Fiera del Levante. Il settore conferma la sua forza con 344mila tonnellate esportate nel 2024 e un fatturato di 5,8 miliardi, consolidando il ruolo dell’Italia come secondo esportatore mondiale con una quota del 20%.

Il dato

Nei primi quattro mesi dell’anno, le esportazioni italiane di olio d’oliva hanno superato in volume le 129mila tonnellate (+23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), generando un fatturato di oltre 940 milioni di euro, nonostante una flessione dei prezzi internazionali (-9,3%) dovuta alla maggiore disponibilità di prodotto nei Paesi competitor. Lo segnala Evolio Expo che torna a Bari dal 29 al 31 gennaio 2026 alla Fiera del Levante. Gli analisti ricordano che secondo l’ultimo report Ismea nel 2024, rispetto al 2023, l’export di olio d’oliva ha superato i 3,09 miliardi di euro (+42,6%), con più di 344.000 tonnellate vendute all’estero (+6,8%), mentre il fatturato è di 5,8 miliardi di euro. “Il risultato- sostengono – conferma la solidità della filiera e il ruolo dell’Italia come secondo esportatore mondiale di olio d’oliva, con una quota pari al 20% del commercio globale”. L’analisi segnala che la filiera è composta da oltre 620 mila aziende agricole e più di 4.240 frantoi.

I segnali

È sottolineato infine che “l’olio extravergine italiano si è distinto per la capacità di mantenere prezzi medi sopra i 9 euro al chilo, rispetto a un mercato globale segnato da una generale flessione dei listini, e per l’alta qualità, elemento riconosciuto da operatori e mercati internazionali”. Anche sul mercato interno si osservano segnali incoraggianti: la domanda nella Grande distribuzione organizzata (Gdo) è in ripresa, “trainata proprio dal segmento Evo”.

Fonte: Ansa

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