Nubifragio nelle Marche, procuratrice di Ancona: “E’ mancata l’allerta maltempo”

Ancora senza esito le ricerche per i due dispersi dell'ondata di maltempo della notte tra il 15 e il 16 settembre: Matti, 8 anni, e Brunella Chiù, di 56 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:53

“Dal punto di vista della dinamica degli eventi quello che si riscontra in questo momento è che non c’è stato un allerta da parte della Regione Marche nei confronti dei Comuni”. Lo ha detto la procuratrice capo della Procura di Ancona Monica Garulli ai microfoni del Tgr Rai Marche, a proposito dell’inchiesta sull’ondata di maltempo che ha devastato il Senigalliese, provocando 11 vittime accertate e ingenti danni economici. “Le indagini sono in una fase molto iniziale – ha sottolineato -, tutte le ipotesi ricostruttive sono prese in considerazione”.

“La principale preoccupazione della Procura è di assicurare fonti di prova che possano essere di ausilio nella ricostruzione dei fatti – ha spiegato Garulli riportata da Ansa -. Ci sono acquisizioni documentali, ci sono anche acquisizioni testimoniali, tutto quello che può concorrere a ricostruire esattamente l’evento del 15 settembre”.

“Questa volta le vittime hanno interessato principalmente i Comuni a monte del fiume Misa – ha detto ancora – diversamente dal 2014, quando le vittime erano nel centro abitato di Senigallia”. Quanto ai tempi dell’inchiesta, saranno “compatibili con l’accertamento dei fatti e anche cin un’esigenza di risposta. Cercheremo di fare il meglio in questo senso”.

Due le Procure che indagano sull’ondata di maltempo, che oltre alla provincia di Ancona ha colpito anche il Montefeltro: quella di Ancona e quella di Urbino. Intanto nella zona stanno arrivando volontari della protezione civile e mezzi da altre Regioni. Secondo il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli i danni sono “dell’ordine di miliardi”.

Maltempo: si cercano ancora Mattia e Brunella

Sono ancora senza esito, nel Senigalliese, le ricerche per i due dispersi che ancora mancano all’appello, dopo l’ondata di maltempo della notte tra il 15 e il 16 settembre: Matti, 8 anni, e Brunella Chiù, di 56 anni.

Il bimbo era stato strappato dalle braccia della madre dopo che erano sceso dalla loro auto nel territorio di Castelleone di Suasa e trascinato via dall’onda di piena di acqua e fango, la donna era stata risucchiata mentre si trovava vicino casa nei pressi di Barbara.

Ieri era stato trovato lo zainetto di Mattia, a circa 8 di chilometri di distanza dal punto in cui il piccolo era scomparso, un fatto che però non sarebbe particolarmente indicativo del luogo in cui il bambino potrebbe essere finito. Sempre ieri sono state intensificate le ricerche sul letto del fiume Nevola e lungo gli argini hanno aumentato la presenza di escavatori per accelerare la rimozione degli enormi mucchi di vegetazione, alberi e tronchi nella zona un cui era stata trovata l’auto Mercedes Classe A su cui viaggiavano made e figlio. La donna è stata trovata viva ad un chilometro e mezzo di distanza. Purtroppo, a rendere ancora più complessa l’opera dei soccorritori, sono arrivate alcune false segnalazioni, che hanno fatto spostare altrove un parte delle ricerche.

Le vittime

Restano 11 le vittime accertate sinora. Lo conferma la Prefettura di Ancona. Cinque i morti ad Ostra: Fernando Olivi, 84 anni; Giuseppe Tisba e suo figlio Andrea di 65 e 25 anni; Diego Chiappetti, 52 anni; Mohamed Enaji, 42. A Ostra Vetere è morta Erina Fabi, 77 anni, annegata nella sua abitazione.

Poi: Maria Luisa Sereni, ottantenne di Trecastelli, Gino Petrolati, 89 anni di Bettolelle; Noemi Bartolucci, di 17 anni, la cui madre è dispersa. La decima vittima è un 80enne di Serra San Quirico (Ancona), il cui cadavere è stato ripescato nel fiume Esino. Identificato domenica, infine, il corpo di Michele Bomprezzi, 47 anni, ritrovato a Serra de’ Conti. La sua auto era stata ripescata dal fiume Misa il giorno prima. Ieri si è svolto il funerale di Gino Petrolati.

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.