Mimose: gli orizzonti del mercato florovivaistico nazionale

I mazzetti costano in media tra 10 e 15 euro. La produzione italiana resta dominante, ma gli agricoltori lanciano l’allarme per la concorrenza dei fiori importati

mimose immagine tratta da Reika Mimosaday su Unsplash

Il prezzo dei mazzetti di mimosa per la Giornata internazionale della donna si mantiene stabile tra i 10 e i 15 euro, confermando il ruolo centrale della produzione italiana nel mercato dei fiori recisi. Secondo l’analisi della Cia-Agricoltori Italiani, la fioritura anticipata ha favorito volumi abbondanti e una qualità elevata, sostenendo l’offerta nei negozi e nei mercati. Tuttavia, il comparto florovivaistico nazionale, che vale oltre 3,2 miliardi di euro, deve confrontarsi con la crescente pressione delle importazioni provenienti dai Paesi extra-Ue.

L’analisi

Oscilla tra i 10 e 15 euro il prezzo al dettaglio di mazzetti di media grandezza di mimosa per la Giornata internazionale della donna. A rilevarlo è la Cia-Agricoltori Italiani. L’organizzazione agricola in occasione della festa presenta un’analisi sul mercato florovivaistico insieme alla sua associazione Florovivaisti Italiani e segnala che “la fioritura in anticipo ha garantito volumi abbondanti e una qualità eccellente” confermando la “mimosa “Made in Italy” la regina incontrastata, con prezzi al dettaglio che si mantengono stabili e accessibili”. Con il report Cia registra che, oltre alla tradizionale mimosa, nei bouquet trovano spazio fresie, ranuncoli, anemoni e tulipani coltivati in Italia. La Cia riporta anche il dato economico complessivo del settore florovivaistico nazionale, che genera – segnala la rappresentanza agricola – un valore superiore ai 3,2 miliardi di euro.

Il contesto

Nell’ambito della fotografia economica di comparto Cia lancia anche un allarme sul fronte della concorrenza internazionale: “se da un lato – commenta l’organizzazione agricola – la produzione nazionale tiene sui prezzi, dall’altro pesa la pressione delle importazioni di fiori recisi da Paesi terzi, con oneri logistici in aumento e dinamiche di concorrenza asimmetriche”. “Scegliere – dichiara il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – mimose e fiori italiani per l’8 marzo non è solo un gesto di vicinanza alle donne, ma un atto di sostegno concreto a migliaia di aziende agricole nazionali che lavorano nel pieno rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. I nostri florovivaisti affrontano quotidianamente costi di produzione elevatissimi, legati all’energia per le serre e ai rigidi disciplinari europei”. “Non possiamo accettare – conclude Fini – che i nostri mercati vengano inondati da produzioni provenienti da Paesi extra-Ue che non garantiscono le nostre stesse tutele. Il libero scambio deve avvenire esclusivamente a parità di regole sugli standard produttivi, ambientali e sanitari. Chiediamo l’attivazione di rigorose clausole di salvaguardia per proteggere l’eccellenza del nostro florovivaismo”.

Fonte Ansa

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