Mercato ortofrutticolo: prezzi delle fragole in calo, ortaggi sempre più cari

Crollano le quotazioni delle seppie e delle primizie, mentre piogge e ritardi nelle semine fanno salire il costo di pomodori e verdure

Foto di Katharina N. da Pixabay

Con l’arrivo della primavera si ridisegna la mappa dei prezzi nei mercati agroalimentari italiani, tra ribassi e rincari che riflettono clima e stagionalità. Le fragole guidano il calo delle primizie grazie all’aumento della produzione e alla concorrenza estera, mentre il settore orticolo soffre ancora gli effetti delle piogge, con listini in forte crescita. Migliorano invece le condizioni del comparto ittico, dove l’abbondanza di pescato favorisce un netto abbassamento dei prezzi.

L’analisi

Con la primavera e il consolidarsi di temperature più miti arrivano sui mercati ortofrutticoli le primizie estive. Tra tutte spiccano fragole, i cui prezzi vedono un generale assestamento dei listini all’ingrosso. Mentre la ripresa dell’attività di pesca porta a un crollo dei prezzi all’ingrosso di alcune specie, come le seppie. È l’analisi di La Borsa della Spesa, il servizio settimanale di Bmti e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No profit La produzione di fragole nel Sud Italia sta correndo velocemente grazie al caldo. Dopo il periodo pasquale, si registra un netto calo dei prezzi all’ingrosso. In particolare, se per le eccellenze come la varietà Inspire di Matera si viaggia tra i 5,00 e i 5,50 euro/Kg, la Candonga è ormai stabilmente sotto la soglia dei 5,00 euro/Kg. Tra i 3,50 e i 4,00 la fragola comune siciliana e campana. Il ribasso è ulteriormente favorito dall’ingresso massiccio di prodotto spagnolo a prezzi molto contenuti, tra i 2,00 e i 2,50 euro/Kg. Insieme alle fragole, si consiglia l’acquisto dei limoni siciliani Primo fiore, che abbondano sul mercato con quotazioni stabili intorno a 1,50 euro/kg.

Gli ortaggi

Il settore degli ortaggi attraversa invece un generale momento di criticità, risultando attualmente il comparto più costoso a causa dei ritardi nelle semine provocati dalle abbondanti piogge delle scorse settimane. Questa situazione sta facendo schizzare verso l’alto i prezzi dei pomodori: il ciliegino ha toccato punte di 4,50 euro/Kg, mentre il datterino ormai supera i 6,00 euro/kg. In questo scenario, i migliori acquisti si concentrano sulle patate, stabili tra 0,65 e 0,75 euro/kg. Aprile si conferma, inoltre, il mese del carciofo romanesco, disponibile in un’ampia forbice di prezzo che va dai 60 centesimi fino a 1,00 euro/pz per i capolini più pregiati. Buone opportunità d’acquisto si riscontrano anche per le bietole da costa, stabili intorno a 1,00 euro/kg e per il porro, fermo a 1,30 euro/kg.

Il settore ittico

Notizie positive per il settore ittico, dove la ripresa dell’attività di pesca ha portato a un vero e proprio crollo dei prezzi all’ingrosso di alcune specie, prime tra tutte le seppie. La grande abbondanza di pescato, specialmente nell’Alto Adriatico, ha portato le quotazioni dai precedenti 18,00 euro/kg agli attuali 9,00 -13,00 euro/kg, confermando un ribasso del 13,4% in sette giorni e rendendolo il prodotto più conveniente della settimana. Infine, con la riapertura ufficiale della pesca al pesce spada si prevede una flessione dei listini nel breve periodo con l’intensificarsi delle operazioni di pesca.

Fonte Ansa

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