Lunedì dell’Angelo: il mistero degli angeli e il ruolo delle donne nella Risurrezione

Dalle apparizioni al sepolcro alla vocazione domenicana: un viaggio spirituale tra le creature celesti e le prime testimoni del Risorto

foto gentilmente concessa

Il giorno dopo la domenica di Pasqua, si chiama lunedì dell’Angelo, per le apparizioni degli angeli alle donne andate al sepolcro di Gesù per ungere il corpo, ma non lo trovarono. È un episodio del vangelo che tutti e quattro gli evangelisti raccontano in maniera leggermente diversa, ma sono d’accordo che un angelo (secondo gli evangelisti: Luca e Giovanni gli angeli erano due) annunciarono la resurrezione di Gesù il giorno dopo il sabato a Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Iose, e a Salomè. Con il Concilio di Nicea, nel 325, si adottò come giorno di Pasqua cristiana la domenica: di conseguenza l’apparizione dell’angelo venne collocata di lunedì.

Chi sono gli angeli?

Gli angeli sono creature spirituali, più perfette degli uomini, dotati di conoscenza e libertà, e in quanto servitori di Dio, hanno la loro parte nell’opera della salvezza. Non hanno un corpo. Hanno un inizio, che è quello della loro creazione, ma non hanno una fine, poiché sono immortali. Gli angeli sono innanzitutto al servizio di Dio cioè operano secondo la Sua volontà. Tuttavia, hanno anche il compito di aiutare gli uomini. Dio gli invia agli uomini per annunciare messaggi importanti, per proteggerli, per guidarli nella giusta direzione, per superare le tentazioni… Ogni persona ha il proprio angelo custode. Gli angeli sono esseri invisibili, ma a volte si manifestano affinché le persone possano vederli e sentirli. Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento si fa menzione degli angeli, che fungono da mediatori tra Dio e gli uomini. Essi appaiono nei momenti importantissimi come: all’annunciazione e alla nascita del Signore Gesù, durante le sue tentazioni nel deserto, nell’orto del Getsemani, alla risurrezione e all’ascensione e certamente lo accompagneranno anche nel momento in cui tornerà nella gloria.

Il ruolo delle donne

Le donne sono le prime testimoni della Resurrezione di Gesù. Trovarono la tomba vuota, ma non capirono subito cosa fosse successo. Ed è in questa situazione che appare Gesù. Appare per rassicurare tutti che è vivo e per rafforzare, rinnovare e ravvivare la loro fede in lui.
La Pasqua è innanzitutto la festa della nostra fede. È il Signore stesso che riempie i nostri cuori di gioia. Ciò che disse alle donne – «Andate ad annunciare ai miei fratelli che sono risorto e vi precedo in Galilea» – è quello che ricorda anche a noi. È una sfida: testimoniare con la nostra vita che abbiamo incontrato Cristo, che lo abbiamo conosciuto e che, riempiti della sua forza, cerchiamo di vivere ogni giorno della nostra vita nella fede e nella speranza, in un amore sincero e autentico come lo hanno vissuto le donne iscritte nella storia: S. Vergine Maria, S. Maria Maddalena, S. Caterina da Siena e molte altre.

Vocazione domenicana

Vocazione contemplativa femminile domenicana è caratterizzata da un incontro vivo con Dio nella preghiera, nella lectio divina e nella contemplazione. Viviamo secondo il motto dell’Ordine Domenicano: “Contemplari et contemplata aliis tradere” (san Tommaso d’Aquino), che significa “contemplare e trasmettere agli altri le cose contemplate”. Sintetizza un carisma apostolico di tutta la famiglia domenicana composta dai frati, monache, laici, suore di vita apostolica, che unisce la preghiera, lo studio è la predicazione, condividendo il frutto dell’incontro con Gesù Risorto che è la Verità e la Vita.

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