Lotta al Bullismo, Maimone: “La Comunicazione diventi materia per formare coscienze e sconfiggere l’odio, sul modello di Papa Francesco”

Un’educazione alla parola che nasce dall’umiltà e si fonda sull’amore: la scuola diventi luogo di dialogo, rispetto e verità, nel solco dell’insegnamento di Papa Francesco

giovani
Bullismo (@ Anemone123 da Pixabay)

La parola è un dono, ma oggi rischia di diventare una ferita. I social network e le nuove tecnologie, nati per unire, hanno spesso generato linguaggi di violenza, disprezzo e divisione. La scuola, presidio dell’educazione e della convivenza civile, non può restare spettatrice: deve insegnare nuovamente ai giovani il valore sacro e umano della parola, come strumento di dialogo, rispetto e costruzione sociale. “La parola crea o distrugge” afferma Biagio Maimone, giornalista, Direttore della Comunicazione dell’Associazione Bambino Gesù del Cairo e Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso. “Oggi viene spesso usata come arma di dominio e manipolazione. È urgente insegnare ai giovani a usarla come dono, come strumento di pace, come espressione del bene.”

Una nuova materia per ricostruire la cultura del dialogo

Maimone, insieme all’esperto di comunicazione Angelo Bergoglio, ha presentato al Governo Italiano e al Ministero dell’Istruzione e del Merito una proposta concreta: introdurre nelle scuole la disciplina “Comunicazione e Linguaggio”, a partire dalla scuola primaria. Non una materia tecnica, ma una materia di coscienza: un percorso formativo, laico e universale, capace di educare alla parola che costruisce, non che ferisce; che unisce, non che divide.

I dati confermano l’urgenza:

529 suicidi tra i 15 e i 34 anni (Rapporto Giovani 2024 – Istituto Toniolo). 47% di adolescenti vittime di cyberbullismo e 32% autori di atti di violenza online (Rapporto ESPAD Italia 2024 – CNR-Ifc). 54% delle minori vittime di bullismo e 31% di cyberbullismo (HBSC-ISS). Questi numeri rivelano una società in crisi non solo educativa, ma spirituale e linguistica: la parola ha perso la sua funzione originaria di comunione e di pace.

“Verità e Carità”: le parole di Papa Francesco come fondamento educativo

La proposta di Maimone si ispira al pensiero luminoso di Papa Francesco, che nella Benedizione Apostolica concessa al volume “La Comunicazione Creativa per lo sviluppo socio-umanitario” ha scritto: “La società, così come la Chiesa, si avvalgano di una comunicazione le cui basi siano l’umiltà nell’ascoltare e la parresia nel parlare, che non separi mai la verità dalla carità”. Per Maimone, questo insegnamento rappresenta la chiave di una rivoluzione culturale: la parola deve tornare a essere atto d’amore, veicolo di verità e strumento di unità. “Le parole del Santo Padre – spiega – non appartengono solo al mondo cattolico. Parlano a ogni uomo e donna di buona volontà. La comunicazione vera nasce dall’umiltà, cresce nella sincerità e si compie nella carità. È un messaggio universale, che supera le religioni e i confini: la parola è di tutti.”

Una materia laica e universale: la parola come ponte tra culture e religioni

La disciplina “Comunicazione e Linguaggio” sarà aperta a tutti, indipendentemente da credo, origine o cultura. È una proposta laica nei metodi, ma spirituale nei valori, radicata nel pensiero cristiano e al tempo stesso fondata sul dialogo interreligioso e interculturale. “Questa materia – spiega Maimone – non appartiene a una sola fede, ma all’umanità intera. È lo spazio in cui la parola diventa ponte tra cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, laici. È il linguaggio universale della pace e della fratellanza, la base di un mondo nuovo, dove l’altro non è nemico, ma fratello”. Nell’era di Internet e dell’intelligenza artificiale, la comunicazione digitale rischia di diventare uno strumento di isolamento e aggressività. Educare i giovani alla parola significa restaurare la coscienza etica del linguaggio, insegnando a discernere tra la parola che unisce e quella che divide, tra ciò che informa e ciò che manipola. “Viviamo nell’epoca della connessione – sottolinea Maimone – ma non sempre della comunione. L’educazione alla parola deve ridare umanità al digitale. Solo la parola ispirata, consapevole, può restituire senso alla rete e trasformarla in un luogo d’incontro, non di scontro”.

Una scuola per ricostruire l’essere umano

La scuola diventa così il luogo del dialogo e dell’ascolto, la culla del nuovo umanesimo fondato sulla comunicazione etica e sul rispetto. L’umiltà nell’ascoltare, la sincerità nel parlare e la carità nel comunicare diventano i pilastri della nuova educazione alla pace. “La scuola deve tornare a insegnare il valore della parola – conclude Maimone – come strumento di dialogo, di responsabilità e di amore. Solo così potremo fermare l’odio, la violenza verbale e il bullismo, restituendo ai giovani la bellezza di un linguaggio che unisce, che rispetta e che salva”.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: