Mentre scorrono i messaggi di augurio e le parole gentili di chi mi è vicino, il mio pensiero va a te, Mamma. Quando eri in vita eri sempre la prima. Anticipavi ogni anno di qualche minuto il tuo augurio, quasi per timore che qualcuno potesse arrivare prima di Te. Non era fretta, non era gelosia: era amore. Era il tuo modo di dirmi che, qualunque cosa accadesse, Tu c’eri. Prima di tutti. Sempre. Nessuno può eguagliare l’amore di una madre.
È un amore che non pretende, che non fa rumore, che si consuma nel dono quotidiano. Un amore che accompagna senza invadere, che sostiene senza chiedere nulla in cambio. Oggi fisicamente tu non sei più accanto a me, eppure sei ovunque. Sei nei miei pensieri, nelle scelte difficili, nei momenti in cui la forza sembra mancare. Sei in ciò che sono diventato, perché non mi hai dato soltanto la vita: mi hai dato un’anima ed insegnato il rispetto, il senso della dignità, la compassione per chi soffre. Mi hai insegnato che la vera forza è restare umani, anche quando il mondo indurisce i cuori. Mi hai insegnato a distinguere il bene dal male, anche quando farlo costa fatica e solitudine. Se oggi cammino con la schiena dritta, è per quello che mi hai trasmesso senza proclami, con l’esempio. Se so riconoscere il valore delle persone, è perché tu mi hai educato a guardare prima l’anima e poi il resto.
Non penso che dovremo aspettare ancora molto per rivederci. Non lo dico con tristezza, ma con la serenità di chi sente che certi legami non si spezzano, si sospendono. In questa attesa, però, ho ancora bisogno di Te. Proteggimi, Mamma. Proteggimi come hai sempre fatto, anche quando non me ne accorgevo. Veglia sui miei passi, sulle mie fragilità, sulle persone che amo. Sostienimi quando il corpo si stanca e l’anima vacilla. Tienimi per mano nei giorni difficili della tristezza e della malinconia e accompagnami, se puoi, anche in quelli sereni.
Se ho ancora strada da fare, aiutami a percorrerla con dignità. Se il tempo che resta è poco o molto, fa’ che sia tempo buono, vissuto senza rancore, senza paura, con gratitudine. Grazie Mamma, per avermi dato la vita e per avermi donato un’anima, dicendo sì al disegno di Dio che mi ha voluto al mondo.

