Paolo Berro, esperto di accessibilità e tecnologia, vicepresidente di Accessibility di Accessiway e firma di Interris.it, ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, un riconoscimento conferito dallo Stato a cittadini che si distinguono per il loro contributo alla collettività. La cerimonia si è svolta presso la Prefettura di Treviso, alla presenza delle autorità civili e istituzionali del territorio.
Accessibilità universale
Per l’ingegnere di Castelfranco Veneto, già nominato Cavaliere della Repubblica esattamente vent’anni fa, nel 2006, si tratta di un titolo che premia un percorso umano e professionale di costante attenzione ai diritti delle persone con disabilità che va avanti da quasi tre decenni. Dopo il grave incidente che nel 1998 lo ha reso tetraplegico, Berro ha affrontato la dura prova trasformandola in una missione di vita, scegliendo di mettere le le proprie conoscenze e la propria esperienza al servizio degli altri, specializzandosi nella promozione dell’accessibilità universale, sia negli spazi fisici sia nell’ambiente digitale.
Tecnologia per l’autonomia
Nel corso degli anni contribuisce allo sviluppo di politiche volte a garantire pari opportunità e piena partecipazione a tutte le persone, secondo una visione dell’inclusione fondata sull’idea che la tecnologia debba essere uno strumento di autonomia, libertà e cittadinanza.
Cultura inclusiva
Già componente della Commissione interministeriale per l’innovazione e le nuove tecnologie, nel suo ruolo di vicepresidente per l’accessibilità di AccessiWay, coordina iniziative e strategie che favoriscono la diffusione di una cultura realmente inclusiva, collaborando con istituzioni, imprese e organizzazioni affinché i principi dell’accessibilità si traducano in interventi concreti e misurabili. Il suo contributo emerge anche nella redazione del Rapporto di Sostenibilità 2025 e nelle attività dell’Intergruppo parlamentare sull’accessibilità digitale.
Non lasciare indietro nessuno
Per Berro l’onorificenza rappresenta un rinnovato impegno verso una società più equa e accessibile. Attraverso il suo lavoro e la sua testimonianza, continua infatti a ricordare che una società moderna si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno e di garantire a tutti la possibilità di partecipare pienamente alla vita sociale, culturale e digitale del Paese.

