Intelligenza artificiale, i rischi per gli adolescenti

Una ricerca statunitense ha sottolineato che, più della metà degli studenti, la utilizza ogni giorno

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Foto di camilo jimenez su Unsplash

Negli Stati Uniti, il 72% degli adolescenti ha utilizzato almeno una volta un “compagno di intelligenza artificiale”, sollevando crescenti preoccupazioni tra genitori ed esperti. A lanciare l’allarme è la Ong Common Sense Media, che definisce “inaccettabile” il rischio a cui sono esposti i minori. Questi assistenti virtuali, spesso impiegati per conversazioni personali o relazioni simulate, pongono interrogativi su privacy, sicurezza e sviluppo emotivo. L’organizzazione chiede interventi urgenti su verifica dell’età, moderazione e alfabetizzazione digitale nelle scuole.

Il dato

Negli Stati Uniti quasi tre adolescenti su quattro hanno utilizzato ‘compagni IA’, con tutti i rischi che questi assistenti di intelligenza artificiale orientati alle relazioni personali possono rappresentare per i minori. L’allarme arriva dalla Ong Common Sense Media, a pochi giorni dal lancio in Grok (l’intelligenza artificiale di Elon Musk) di una funzione per creare compagni virtuali e dall’annuncio dell’Ue di un’app sperimentale per verificare l’età degli utenti sulle piattaforme digitali.

I rischi

Secondo l’organizzazione – che parla di “rischio inaccettabile” – circa “il 72% degli adolescenti negli Stati Uniti ha utilizzato compagni di intelligenza artificiale almeno una volta” e “più della metà lo fa ogni giorno”. Sono app progettate per fare conversazione, ricevere consigli e avere interazioni amichevoli o romantiche. Ci sono Replika, Character.AI e Nomi, ma anche strumenti come ChatGpt e Claude di Anthropic che non sono stati creati come ‘compagni IA’ vengono utilizzati in questo modo dagli adolescenti.

Le raccomandazioni

Il questionario è stato sottoposto a partecipanti di età compresa tra 13 e 17 anni. Un terzo degli adolescenti intervistati ha affermato di avere scambi con compagni di intelligenza artificiale; il 25% ha riferito di condividere il proprio vero nome, la posizione e segreti personali. Tuttavia, l’80% ha dichiarato che preferisce passare il tempo con amici in carne e ossa. La ong raccomanda una verifica più rigorosa dell’età, una migliore moderazione dei contenuti e programmi nelle scuole di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale.

Fonte: Ansa

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