Nel 2025 si registra una lieve flessione nei consumi globali di Gorgonzola, con esportazioni in calo del 2,14% secondo i dati del Consorzio. A incidere sono soprattutto le difficoltà nei mercati chiave come Germania, Europa orientale e Stati Uniti, parzialmente compensate dalla crescita in Francia e Spagna. Sullo sfondo, pesano le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica, che influenzano costi e strategie delle imprese, aprendo al contempo nuove opportunità di espansione in altri mercati internazionali.
Il dato
Calano i consumi di Gorgonzola nel mondo nel 2025. Secondo il Consorzio del noto formaggio erborinato prodotto in Piemonte e in Lombardia, le esportazioni sono scese del 2,14% a 25.445 tonnellate, destinando all’estero il 39% circa della produzione annuale. A frenare sono le vendite in Germania, compensate però dal rialzo registrato in Francia e in Spagna. Sul dato pesano anche le minori esportazioni in Europa Orientale e negli Usa, mentre si aprono nuovi mercati sia nel Vecchio Continente sia nel Nord America.
Le dichiarazioni
“E’ un calo che non ci allarma – commenta il presidente del Consorzio del Gorgonzola Dop Antonio Auricchio – anche perché riguarda l’intero comparto, e non è certo indicativo di una minore affezione verso il formaggio Gorgonzola”. “Tuttavia – sottolinea – si è accesa una spia rossa e se ci sono delle criticità vanno analizzate e comprese”. “Il blocco dello stretto di Hormuz – prosegue Auricchio – non è da sottovalutare perché comporterà un aumento dei costi energetici potenzialmente incontrollabile, anche nei tempi. C’è molta incertezza e questo complica le scelte degli imprenditori, che sono naturalmente portati a pianificare sul lungo periodo, e angoscia i consumatori che si rivolgono a beni rifugio come l’oro”. “Occorre agire tutti insieme – conclude l’imprenditore caseario – agricoltori, produttori, consorzi e classe politica per contrastare questo clima di incertezza e intervenire, laddove possibile, per sostenere concretamente le produzioni Made in Italy”.
Fonte Ansa

