Quarant’anni senza Villeneuve, il pilota che anticipò il futuro

L'Aviatore e la sua Ferrari, un ricordo ancora vivo nei cuori dei tifosi. Quattro decenni dopo la tragedia che lo portò via

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:30
Gilles Villeneuve

Una settimana esatta separa la ricorrenza della scomparsa di Ayrton Senna da quella di Gilles Villeneuve. L’Aviatore, però, rimase vittima del tragico incidente sulla pista di Zolder ben dodici anni prima, in una Formula 1 ancora lontana dagli standard di sicurezza attuali. Anzi, fu forse proprio la tragedia del canadese a convincere i vertici della categoria a rafforzare le misure di tutela dei piloti. Un percorso piuttosto lungo, che incontrerà lungo la strada altre tragedie, come quella dello stesso Senna o di Ratzenberger, morto sulla stessa pista appena un giorno prima. E di cui, secondo quanto si racconta, Ayrton avrebbe voluto condividere il ricordo in caso di vittoria a Imola, portando con sé una bandiera austriaca. Ma non è stato solo il tragico destino ad accomunare Ayrton e Gilles.

Villeneuve, l’Aviatore

Il brasiliano fu probabilmente il primo a raggiungere quell’aura di miticità che, in pista, riuscì a ottenere il pilota canadese. Un guidatore d’avanguardia, forse fin troppo per i tempi. Al contrario di Senna, non ottenne mai grandi trionfi Villeneuve. Nessun mondiale (anche se ci andò vicino nel ’79) e appena 6 Gp vinti. Eppure, mai come in questo caso, i risultati non fanno la differenza. Gilles Villeneuve fu un pilota fra i più amati, per il modo di tenere il volante, di attaccare gli avversari, per aver portato alla vittoria vetture infinitamente meno competitive di quelle rivali. Chi lo vide, giura che manovre pazzesche come quelle raramente si sono viste su un circuito di Formula 1. Persino Enzo Ferrari arrivò ad affezionarsi al suo pilota. Lui, restìo alle dichiarazioni pubbliche, non nasconderà un “gli volevo bene”.

Vedere il futuro prima ancora che questo arrivi. Offrire spettacolo ai tifosi, con buona pace delle vittorie. Gilles ci ha provato e, se quarant’anni dopo la tragedia di Zolder il suo ricordo è ancora così vivo, decisamente ci è anche riuscito.

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