Gelato di tradizione italiana: una proposta per tutelare l’eccellenza artigiana

Cna, Confartigianato e Conpait chiedono una denominazione ufficiale e un disciplinare rigido per valorizzare le oltre 9.000 gelaterie nazionali

Foto di Lama Roscu su Unsplash

Garantire trasparenza ai consumatori e tutelare l’autentico sapere artigiano: nasce con questo scopo la proposta di istituire la denominazione ufficialmente riconosciuta di “Gelato di tradizione italiana”. Promossa da Cna, Confartigianato e Conpait e presentata al Senato, l’iniziativa definisce un disciplinare rigoroso fondato su materie prime fresche, preferibilmente nazionali, e lavorazioni di qualità. Un passo fondamentale per distinguere il prodotto fresco da quello industriale congelato, premiando la professionalità delle oltre 9.000 gelaterie del territorio e valorizzando l’intera filiera agroalimentare italiana.

La proposta

Istituire la denominazione di “gelato di tradizione italiana” per riconoscere, tutelare e valorizzare una delle espressioni più apprezzate del patrimonio alimentare nazionale rappresentato da 9.345 laboratori di gelateria di cui 6.126 artigiani. È la proposta avanzata dai gelatieri di Cna, Confartigianato e Conpait, accompagnata da uno specifico disciplinare che definisce caratteristiche, ingredienti e modalità di preparazione del prodotto. La proposta è stata illustrata al presidente della Commissione Industria del Senato, Luca De Carlo, e al senatore Giorgio Salvitti, che hanno manifestato attenzione e disponibilità a individuare il percorso più efficace per introdurre il riconoscimento nell’ordinamento italiano.

Le caratteristiche

Secondo il disciplinare, il “Gelato di tradizione italiana” si caratterizza per l’impiego, nella preparazione delle miscele, di ingredienti ottenuti da materie prime fresche e genuine, preferibilmente di origine nazionale. Un prodotto legato alla competenza professionale del gelatiere, alla qualità delle lavorazioni e alla capacità di trasformare materie prime selezionate in un alimento fresco, destinato al consumo, che non può essere assimilato ai prodotti congelati. Il riconoscimento consentirebbe di rendere più trasparenti le caratteristiche del prodotto, offrendo ai consumatori uno strumento chiaro per distinguerne qualità, metodo di lavorazione e origine degli ingredienti.

La valorizzazione

Al tempo stesso permetterebbe di valorizzare il lavoro delle gelaterie. Per Cna, Confartigianato e Conpait, la denominazione non deve tradursi in un semplice marchio promozionale, ma in uno strumento fondato su requisiti precisi e verificabili, capace di premiare la qualità, la professionalità e il legame con le produzioni agroalimentari nazionali. Le organizzazioni auspicano ora l’avvio di un percorso istituzionale per arrivare in tempi rapidi al riconoscimento del “Gelato di tradizione italiana”.

Fonte Ansa

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