Emergenza clima: il decennio 2015-2025 è il più caldo mai registrato

Il Rapporto sullo stato del clima globale 2025 dell'Organizzazione meteorologica mondiale considera per la prima volta, tra gli indicatori, anche lo squilibrio energetico del pianeta

Effetti cambiamento climatico. Foto © Tumisu da Pixabay.

“Il clima è in stato di emergenza”. Commenta così il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres i recenti dati dell’Organizzazione meteorologica mondiale, che definiscono il decennio 2015-2025 come “il più caldo mai registrato”. Lo scioglimento dei ghiacciai continua e l’estensione del ghiaccio marino antartico è stata la terza più di sempre. Debutta tra gli indicatori climatici lo squilibrio energetico della Terra, la quantità di energia solare in entrata e in uscita dal pianeta. Le crescenti concentrazioni di gas serra causano però un continuo riscaldamento degli oceani e dell’atmosfera, con i mari che negli ultimi due decenni hanno assorbito, annualmente, l’equivalente di circa 18 volte il consumo energetico annuo dell’umanità. V

Il decennio più caldo

Il decennio dal 2015 al 2025 è stato il più caldo mai registrato, e il 2025 è stato il secondo o terzo anno più caldo di sempre, con una temperatura di 1,43 gradi sopra la media pre-industriale 1850-1900. Sono dati preoccupanti ma non certo sorprendenti quelli diffusi oggi dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) nel suo Rapporto sullo stato del clima globale 2025, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale delle Meteorologia. “Il clima è in uno stato di emergenza, ogni indicatore climatico chiave sta lampeggiando, è tempo di prendere decisioni urgenti”, ha commentato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Scioglimento dei ghiacciai

Il rapporto 2025 rivela che l’estensione annuale del ghiaccio marino nell’Artico ha raggiunto o si è avvicinata al minimo storico. L’estensione del ghiaccio marino antartico è stata la 3/a più bassa mai registrata, e lo scioglimento dei ghiacciai è continuato senza sosta.

Squilibrio energetico

Per la prima volta il rapporto include tra i principali indicatori climatici lo squilibrio energetico della Terra, che tiene conto della velocità con cui l’energia solare entra ed esce dal pianeta. In un clima stabile, la quantità di energia solare in entrata è all’incirca uguale alla quantità di energia in uscita. Ma questo equilibrio è alterato dalle crescenti concentrazioni di gas serra (Co2, metano e protossido di azoto), che stanno causando un continuo riscaldamento dell’atmosfera e degli oceani. Negli ultimi due decenni, i mari hanno assorbito ogni anno l’equivalente di circa 18 volte il consumo energetico annuo dell’umanità. Lo squilibrio è peggiorato da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1960, e in particolare negli ultimi 20 anni, raggiungendo “un nuovo record nel 2025”, osserva la Wmo.

Gli effetti degli eventi estremi

“Le attività umane stanno alterando sempre più l’equilibrio naturale, e dovremo convivere con queste conseguenze per centinaia, persino migliaia di anni”, avverte il segretario generale della Wmo, Celeste Saulo. I risultati di questo riscaldamento sono eventi estremi in tutto il mondo: ondate di calore intense, forti piogge e cicloni tropicali, che hanno causato disagi e devastazioni. Secondo i dati della Wmo, tra il 1970 e il 2021 questi disastri hanno causato perdite economiche stimate in 4.300 miliardi di dollari, e hanno provocato la morte di quasi 2 milioni di persone.

Fonte Ansa

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