Ema: “La miocardite possibile effetto collaterale del vaccino Novavax”

Ema: "I benefici dei vaccini continuano a essere ampiamente superiori ai possibili effetti collaterali indesiderati"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:01
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Il Comitato di vigilanza sui rischi dei farmaci dell’Ema (PRAC) è arrivata alla conclusione, sulla base di un piccolo numero di casi segnalati, che miocarditi e pericarditi possono verificarsi dopo l’assunzione del vaccino anti-Covid Nuvaxovid prodotto da Novavax. Lo si legge sul sito dell’Ema.

Il Comitato ha quindi raccomandato di inserire questi rischi nelle informazioni allegate al vaccino. Il Comitato ha anche chiesto alle competenti autorità di fornire altri dati su questi possibili effetti collaterali.

Il lavoro di Ema sui vaccini

L’Ema, attraverso i suoi esperti, conduce un costante monitoraggio sulla sicurezza dei vaccini anti-Covid già autorizzati e conferma che i benefici del loro utilizzo continuano a essere ampiamente superiori ai possibili effetti collaterali indesiderati anche alla luce dei rischi connessi alla malattia, a partire dalle possibili complicazioni fino all’ospedalizzazione e alla morte.

I medici sono la prima arma contro le fake sui vaccini

Il sostegno esplicito degli esperti al vaccino anti Covid ha un peso importante per convincere le persone della sua efficacia e sulle intenzioni di vaccinazione e sfatare le fake news. Lo dimostra uno studio realizzato dal Centro di Ricerca di Epistemologia Sperimentale e Applicata (CRESA)1 dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, diretto da Matteo Motterlini.

La ricerca, svolta da inizio 2021, ha coinvolto 2.277 persone che sono state divise in due gruppi: un gruppo sperimentale di 1.153 partecipanti e un gruppo di controllo da 1.124. Ai due gruppi (sono state sette le raccolte dati consecutive, in cui i partecipanti hanno ricevuto aggiornamenti a distanza di dieci giorni) sono state fornite le stesse informazioni ma al gruppo sperimentale è stato spiegato che le informazioni erano sostenute dalla maggioranza di medici e ricercatori sanitari, mentre al gruppo di controllo è stato detto che si trattava della convinzione di una maggioranza generica di intervistati.

Nell’esperimento non si è osservato un aumento nel comportamento di vaccinazione ma i partecipanti al gruppo sperimentale (quello in cui a sfatare le fake news sono stati gli scienziati) hanno mostrato una maggiore intenzione di vaccinarsi, così come giudizi più positivi sulla protezione offerta dai vaccini.

“La valutazione finale – spiegano dal San Raffaele su Ansa – è evidente: gli scienziati e gli esperti di medicina non sono, nella percezione del pubblico, semplicemente una categoria ‘generalmente’ affidabile, ma anche messaggeri adatti a contrastare la disinformazione durante le campagne di vaccinazione per contrastare il Covid”.

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