Al tempo della “terza guerra mondiale a pezzi”, Tortoreto ha ospitato una tre giorni dedicata alla pace e alla solidarietà, con la seconda edizione del premio intitolato a don Tonino Bello. Grande affluenza per la serata di chiusura in largo Carducci. Tra i premiati don Aldo Buonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII e fondatore di In Terris.
I valori
Dal 30 maggio all’1 giugno nel comune abruzzese si è svolto il “Premio per la pace e la solidarietà don Tonino Bello” dove i partecipanti, dalla Comunità di Sant’Egidio al pacifista israeliano Gan Erez, da chi è impegnato per la legalità a chi va in missione per portare sviluppo e istruzione in Africa, hanno testimoniato con i loro esempio e la loro storia i valori della pace, dell’integrazione, della cooperazione, dei diritti umani, dello sviluppo sostenibile, della gestione non violenta dei conflitti.
I premiati
Tra i 14 testimoni, volti della della “Onu di Trastevere”, come Roberto Zuccolini, e della Comunità Giovanni XXIII, che portano pace e solidarietà in 70 Paesi, come don Buonaiuto “missionario misericordia”, nell’esempio del servo di Dio don Oreste Benzi, al fianco delle vittime di tratta e voce degli ultimi con il giornale In Terris. La psicoterapeuta Maria Rita Parsi del “Movimento bambino”, l’influencere dell’accessibilità Marta Russo, persone impegnate per la legalità come il parroco di Scampia don Aniello Manganiello e il Procuratore antimafia di Foggia Antonio Laronga. Ancora, chi fa solidarietà con lo sport come lo scalatore valdostano Massimo Camandona e lo scalatore teramano Gaetano di Blasio, al fianco dei bambini del Nepal. Sotto il profilo culturale, il rettore dell’Università di Teramo Christian Corsi, di recente eletto all’unanimità presidente della rete accademica internazionale UniAdrion, che riunisce gli atenei di dieci Paesi affacciati sull’area adriatico-ionica, il docente Francesco Barone, per sessanta volte volontario in missione in Congo e Africa, e il “Circolo Culturale Colibrì”, nato nel 2014 grazie all’opera di Ambra di Pietro ed Egidio Casati impegnati nello sviluppo di villaggi africani, in particolare in Senegal. Ma anche il francescano cappuccino fra Emiliano Antenucci e il teologo don Salvatore Miscio. L’ospite “internazionale” era l’israeliano Gan Erez, che si batte per la pace in Terra santa.
Piazza di pace
La piazza radunata quasi di fronte al lungomare ha lanciato il messaggio di credere nella pace che garantisce vita piena per tutti, rispetto dei diritti e della vita.

