Digitalizzazione e certificazione competenze: le due leve dell’impegno di Formazienda nel 2026

Il Fondo Formazienda per il secondo semestre 2026 lavora all'adeguamento alle nuove linee guida sulle digitalizzazione e a integrare il sistema di Individuazione, Validazione e Certificazione delle competenze

A sinistra: Foto di Bluestonex su Unsplash A destra: Foto di Monstera Production: https://www.pexels.com/it-it/foto/collaborazione-brainstorming-discussione-colleghi-9488848/

Siamo arrivati a metà del 2026 e, come Direttore del Fondo Formazienda, sento il dovere di fare il punto su un semestre che ha segnato una svolta profonda per l’intero sistema dei fondi interprofessionali. Il 9 gennaio il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, con il Decreto Direttoriale n. 8, le nuove Linee Guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali. Un provvedimento atteso da quasi vent’anni, che ridisegna in profondità il nostro modo di operare e che, nel mese di maggio, è stato integrato da disposizioni correttive che ne hanno affinato l’impianto.

Il messaggio che arriva da Roma è chiaro: la digitalizzazione non è più un’opzione, ma un requisito strutturale di accesso al sistema. Le nuove Linee Guida introducono infatti il SI-FP Fondi, un sistema informativo che dovrà garantire piena interoperabilità con le piattaforme ministeriali, tracciabilità completa delle attività formative e gestione elettronica delle presenze. A questo si affiancano obblighi di certificazione – qualità, sicurezza informatica, anticorruzione, parità di genere – e la trasmissione, entro 180 giorni dall’entrata in vigore delle Linee Guida, del nuovo Regolamento di gestione e organizzazione del Fondo.

Formazienda ha scelto di non subire questo cambiamento, ma di anticiparlo. Nei primi sei mesi dell’anno abbiamo lavorato all’adeguamento della nostra governance e dei nostri strumenti operativi ai nuovi standard richiesti, mantenendo al contempo la piena operatività ordinaria: oggi contiamo oltre 100.000 imprese aderenti e circa 750.000 lavoratori coinvolti, un patrimonio di fiducia che cresce di anno in anno. Sul fronte del Fondo Nuove Competenze, terza edizione, abbiamo superato i 700 piani formativi approvati sulle quasi 900 istanze trasmesse dal Ministero, coinvolgendo oltre 43.000 lavoratori tra piani aziendali, sistemi formativi e filiere. Nello stesso periodo abbiamo promosso un webinar dedicato agli enti di formazione accreditati sull’attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 17 maggio 2025, un confronto necessario per coordinare le nostre procedure con le discipline regionali che si stanno progressivamente definendo, dalla Lombardia alla Sicilia.

La leva su cui abbiamo scelto di investire con maggiore convinzione è proprio la digitalizzazione dei processi, non come adempimento formale ma come strategia operativa che deve coinvolgere a cascata tutti gli attori del sistema: enti di formazione accreditati, docenti, imprese aderenti, consulenti. In questa direzione va la sperimentazione del Registro Elettronico delle lezioni, il ROL, avviata sugli strumenti finanziati da FNC3 e destinata a estendersi progressivamente a tutti i canali di finanziamento del Fondo. Il passaggio dal registro cartaceo alla firma digitale delle presenze non è un semplice efficientamento amministrativo: significa costruire un flusso di dati affidabile, tracciabile e immediatamente interoperabile con i sistemi ministeriali, riducendo il margine di errore e i tempi di rendicontazione per gli enti attuatori.

Parallelamente, siamo impegnati su un fronte altrettanto decisivo: l’integrazione del sistema di Individuazione, Validazione e Certificazione delle competenze, l’IVC, previsto dal Decreto Ministeriale n. 115/2024, che attribuisce ai Fondi Interprofessionali il ruolo di enti titolari delegati. Non si tratta di aggiungere un tassello isolato alla nostra offerta, ma di ripensare l’intero ciclo di vita dei piani formativi – dalla progettazione alla gestione, fino alla rendicontazione finale – in una logica che renda le competenze acquisite dai lavoratori formalmente riconoscibili, spendibili e portabili. Stiamo definendo, in coerenza con il protocollo metodologico concordato con il Ministero, i requisiti per l’elenco degli enti titolati IVC, l’infrastruttura digitale necessaria a supportare firma digitale delle attestazioni e archivio conforme, e i percorsi di formazione degli enti attuatori su questa nuova responsabilità.

Da qui a fine anno il nostro impegno si concentrerà su tre direttrici. Primo: completare l’adeguamento al nuovo quadro regolatorio, dal Regolamento di gestione alle certificazioni obbligatorie. Secondo: estendere il ROL a tutti gli strumenti di finanziamento del Fondo, accompagnando enti e imprese in questa transizione con formazione dedicata. Terzo: rendere operativo il sistema IVC, integrandolo stabilmente nella progettazione dei piani formativi del 2027.

A questi obiettivi si aggiunge un traguardo che ci riempie di orgoglio: nel 2026 Formazienda compie diciotto anni. Una maggiore età che vogliamo celebrare non con la retorica dei bilanci, ma con la sostanza dei risultati: un Fondo più digitale, più trasparente, più capace di trasformare il contributo dello 0,30% versato dalle imprese in competenze reali per i lavoratori italiani. È questa la sfida che ci guiderà fino a dicembre, ed è questa la strada su cui continueremo a camminare insieme alle imprese, agli enti di formazione e alle Parti Sociali che rendono Formazienda quello che è.

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