Democrazia, un patrimonio da coltivare: la partecipazione dei cittadini alla comunità

La Giornata internazionale della democrazia è il momento per chiederci quale società vogliamo costruire e quale contributo possiamo dare

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il 15 settembre del 2007, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha istituito la Giornata Internazionale della Democrazia, e tale ricorrenza è divenuta ufficiale dal 2008. La scelta del 15 settembre, non è causale, infatti, quello stesso giorno nel lontano 1997, l’Unione interparlamentare e l’organizzazione mondiale dei parlamenti che ha sede a Ginevra e riunisce 180 parlamenti, adottò al Cairo: la Dichiarazione Universale sulla Democrazia.

Quella Dichiarazione definì la democrazia ricordando a tutti che essa non è solo un voto, che appartiene ai popoli, che non c’è democrazia stessa senza partenariato reale tra uomini e donne, senza rispetto delle minoranze e senza rispetto delle generazioni.

Se guardiamo alla storia è doveroso e giusto ricordare che la democrazia nasce nell’antica Grecia, nel 508 a. C. ad Atene, e sarà poi il militare e politico Pericle (495-429) nel 430 a descriverla affermando che “il nostro regime politico non si copia dalle leggi dei vicini, ma siamo noi piuttosto di esempio agli altri. Quanto al nome, per il fatto che non si amministra lo stato nell’interesse di pochi, ma dei più, esso si chiama democrazia…”

Ai giorni nostri, l’ONU, mette l’Intelligenza Artificiale al centro di questa Giornata della Democrazia, sperando che un semplice algoritmo non diventi così potente da prendere il posto della democrazia, decidendo per chi votare, oltre ad indicare cosa leggere e cosa credere. Questa Giornata rappresenta un’occasione per riflettere sul valore delle istituzioni, naturalmente democratiche, e sulle responsabilità che derivano dall’essere cittadini.

Libertà di espressione, uguaglianza, pluralismo, partecipazione politica e rispetto delle minoranze sono elementi essenziali per una democrazia solida. E’ pur vero, che questi principi, tuttavia non devono essere considerati scontati. Ancora adesso in diverse parti del mondo, milioni di persone non possono scegliere liberamente i propri rappresentanti, esprimere le proprie opinioni o partecipare alle decisioni politiche.

Anche nei Paesi democratici, talvolta possono emergere problemi come l’astensionismo, la disinformazione e la sfiducia nelle istituzioni. E’ necessario ribadire che la democrazia non significa soltanto andare a votare, ma essa è un sistema fondato sulla partecipazione dei cittadini, sul rispetto delle leggi, sulla tutela dei diritti umani e sulla possibilità di esprimere liberamente le proprie idee.

In una società che si definisce democratica, ogni persona, ogni singolo individuo, dovrebbe avere la possibilità di partecipare alla vita pubblica, e di contribuire alle decisioni che riguardano la comunità. La democrazia è un patrimonio che deve essere difeso e coltivato ogni giorno, non è soltanto compito delle istituzioni, ma anche i cittadini hanno la responsabilità di partecipare, informarsi e rispettare le regole della convivenza civile.

E’ un processo che richiede attenzione, partecipazione e dialogo, difendere la democrazia, significa difendere la possibilità di ogni uomo e ogni donna di avere una voce e di essere ascoltata e di contribuire fattivamente alla costruzione del futuro della propria comunità.

La democrazia riguarda i comportamenti quotidiani, essa si manifesta anche quando ascoltiamo un’opinione diversa senza trasformare il confronto in un insulto; quando verifichiamo una notizia  prima di condividerla; quando rispettiamo chi appartiene a una minoranza; quando scegliamo di partecipare invece di restare indifferenti. Oggi questa responsabilità è particolarmente importante. I social network hanno ampliato enormemente la possibilità di esprimersi, ma hanno anche reso più facile la diffusione di notizie false, manipolazioni e messaggi di odio. Essere cittadini democratici significa allora anche sviluppare spirito critico e imparare a distinguere un’informazione attendibile da una semplice opinione o da una falsità.

Questa Giornata non dovrebbe essere in definitiva soltanto una ricorrenza sul calendario. Dovrebbe diventare un momento per chiederci quale società vogliamo costruire e quale contributo possiamo dare, anche attraverso piccoli gesti.

Possiamo aggiungere che la democrazia si costruisce nelle piazze e nei parlamenti, ma anche nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle stesse famiglie e anche nelle semplici conversazioni di ogni giorno.

Così il 15 settembre diventa l’occasione per riflettere su un principio semplice, ma fondamentale: una democrazia vive davvero quando i cittadini non si limitano ad essere spettatori, ma sono parte integrante della vita stessa della società.

A distanza di anni vale la pena ricordare una frase di Abraham Lincon, presidente degli Stati Uniti dal 1861 al 1865, pronunciata a Gettysburg nel lontano 1863: “La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo”.

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