Croce rossa italiana: 68,4% delle aggressioni agli operatori avviene in ambulanza

L'Osservatorio sulle aggressioni agli operatori della Croce rossa italiana documenta gli episodi e le tipologie di violenze contro i sanitari. Dal 2018 più di cinque segnalazioni al mese

Croce rossa italiana. Foto © Alessia Mastropietro da Imagoeconomica.

La violenza contro i sanitari continua a essere un problema. Sei volte su dieci, quando un operatore della Croce rossa italiana è stato aggredito durante il servizio sono dovute intervenire le forze dell’ordine. In quasi la metà dei casi, l’aggressore è la persona che riceve assistenza. Sono alcuni dei dati documentati nel report 2025 dell’Osservatorio sulle aggressioni agli operatori della CRI, che l’organizzazione diffonde in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari. Da quando l’osservatorio è stato istituito, sei anni fa, si registra una media di oltre cinque aggressioni al mese. 

I dati

Il 68,41% delle aggressioni agli operatori della Croce Rossa Italiana si verificano durante il trasporto sanitario in ambulanza. In oltre il 61% degli episodi è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, a dimostrazione della gravità delle situazioni che i soccorritori si trovano ad affrontare durante il servizio. Per quanto riguarda la tipologia di violenza, nel 54,88% degli episodi si tratta di aggressioni verbali, mentre nel 45,12% dei casi le aggressioni sono fisiche, spesso con conseguenze per gli operatori coinvolti.

La Giornata di educazione e prevenzione

Sono solo alcuni dei dati contenuti nel Report 2025 dell’Osservatorio sulle aggressioni agli operatori della CRI, che la Croce Rossa Italiana diffonde oggi, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, e che documenta come nel corso del 2025 si siano verificati complessivamente 48 episodi a danno di operatori dell’Associazione.

Oltre cinque aggressioni al mese

Tra gli aspetti più rilevanti emerge inoltre che in quasi la metà dei casi (47,59%) l’aggressore è un utente che sta ricevendo assistenza, nel 14,6% degli episodi la violenza è operata da un gruppo di persone e nel 69,93% dei casi l’aggressore è di genere maschile. L’Osservatorio sulle aggressioni, istituito dalla Croce Rossa Italiana nel 2018, raccoglie e analizza le segnalazioni provenienti dagli operatori attraverso una piattaforma dedicata. Dalla sua istituzione sono state elaborate complessivamente 450 segnalazioni, con una media di oltre cinque aggressioni al mese, un dato che evidenzia quanto il fenomeno continui a rappresentare una sfida importante per il sistema di emergenza e per il volontariato sanitario.

Tutela e sicurezza

Attraverso la campagna “Non sono un bersaglio”, lanciata dalla Croce Rossa Italiana nel 2018, l’Associazione promuove attività di sensibilizzazione, formazione e prevenzione, con l’obiettivo di tutelare gli operatori sanitari e i volontari, e garantire che chi presta soccorso possa svolgere il proprio lavoro in sicurezza. Proteggere chi aiuta significa, infatti, tutelare il diritto all’assistenza e al soccorso di tutta la comunità. “Non sono un bersaglio” si iscrive nella più ampia iniziativa del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa intitolata “Health Care in Danger” (HCiD) ed è volta a fronteggiare il crescente numero di aggressioni ai danni del personale sanitario nel nostro Paese.

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