L’Alto Adige mantiene alta l’attenzione sul coleottero giapponese, insetto invasivo considerato una seria minaccia per coltivazioni e piante ornamentali. Dopo il ritrovamento di alcuni esemplari nel 2025, le autorità provinciali hanno rafforzato il sistema di sorveglianza per prevenire una possibile diffusione del parassita. I controlli effettuati dall’inizio di giugno non hanno evidenziato nuove presenze, un risultato che conferma l’efficacia delle misure di monitoraggio e delle iniziative di prevenzione adottate sul territorio.
Il monitoraggio
Resta alta l’attenzione in Alto Adige per il coleottero giapponese (Popillia japonica), parassita da quarantena invasivo di origine asiatica che attacca oltre 300 specie vegetali, tra cui viti, alberi da frutto e mais. Dopo i gravi danni registrati in Piemonte e la presenza del coleottero in altre regioni del Nord Italia – tra cui Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli – il Servizio fitosanitario della Provincia di Bolzano, in collaborazione con il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura, ha potenziato le misure di monitoraggio. A un anno dal ritrovamento isolato di quattro esemplari in tre località altoatesine, intercettati esclusivamente dalle trappole degli ispettori, i nuovi controlli avviati a inizio giugno non hanno rilevato alcuna presenza del parassita.
Le dichiarazioni
“Stiamo osservando attentamente l’evoluzione del fenomeno attraverso un monitoraggio mirato”, ha spiegato l’assessore provinciale all’Agricoltura, Luis Walcher, evidenziando come l’individuazione tempestiva sia cruciale per bloccare la diffusione del coleottero. Stefano Endrizzi, responsabile del Servizio fitosanitario provinciale, ha riferito che le trappole a feromoni nei siti sensibili sono state aumentate da 15 a 24, affiancate da ben 405 controlli visivi. Per contenere il rischio di introduzione del parassita, la Provincia ha inoltre lanciato una campagna informativa con la distribuzione di 5.000 volantini e manifesti bilingui.
Fonte Ansa

