Cambiamenti climatici, i dati emersi a luglio

Il servizio europeo di monitoraggio Copernicus ha evidenziato gli effetti del riscaldamento globale sulla nostra quotidianità

Foto di Tumisu da Pixabay

Il mese di luglio si è classificato come il terzo più caldo mai registrato a livello globale, segnando una temporanea fine alla serie di record termici che ha caratterizzato gli ultimi due anni. A renderlo noto è il servizio europeo Copernicus, che sottolinea però come il riscaldamento globale continui a generare eventi meteorologici estremi. Inondazioni devastanti in Asia, incendi alimentati dalla siccità in Nord America ed Europa, e temperature record in Medio Oriente testimoniano l’impatto crescente del cambiamento climatico. Nonostante un lieve calo termico rispetto al biennio precedente, il pianeta resta ben oltre le soglie di sicurezza fissate dall’Accordo di Parigi.

Il dato

Il terzo luglio più caldo al mondo pone fine a una serie di temperature record, ma molte regioni sono state comunque devastate il mese scorso da condizioni meteorologiche estreme amplificate dal riscaldamento globale: lo ha dichiarato oggi il servizio europeo di monitoraggio climatico Copernicus. Forti piogge hanno inondato il Pakistan e la Cina settentrionale; Canada, Scozia e Grecia hanno faticato a domare gli incendi boschivi intensificati dalla persistente siccità; molte nazioni in Asia e Scandinavia hanno registrato nuove massime medie per il mese.

Le dichiarazioni

“Due anni dopo il luglio più caldo mai registrato la recente serie di record di temperatura globale è terminata”, ha dichiarato Carlo Buontempo direttore del Copernicus Climate Change Service dell’Ue. “Ma questo non significa che il cambiamento climatico si sia fermato”, ha aggiunto. “Continuiamo a osservare gli effetti di un mondo che si riscalda”. Come giugno, luglio ha mostrato un leggero calo rispetto ai due anni precedenti, con una media di 1,25 gradi in più rispetto all’era preindustriale (1850-1900). Il 2023 e il 2024 hanno registrato un aumento delle temperature superiore a tale parametro di oltre 1,5 gradi, che è l’obiettivo dell’Accordo di Parigi fissato nel 2015 per limitare l’aumento delle temperature globali a livelli relativamente sicuri. Questo aumento, apparentemente modesto, è stato sufficiente a rendere tempeste, ondate di calore e altri eventi meteorologici estremi molto più letali e distruttivi. “Abbiamo continuato a osservare gli effetti del riscaldamento globale in eventi come ondate di calore estreme e inondazioni catastrofiche a luglio”, ha affermato Buontempo.

I possibili effetti

Il mese scorso le temperature hanno superato i 50 gradi nel Golfo, in Iraq e, per la prima volta, in Turchia, mentre piogge torrenziali hanno ucciso centinaia di persone in Cina e Pakistan. In Spagna un istituto pubblico ha attribuito più di mille decessi al caldo di luglio, la metà rispetto allo stesso periodo del 2024. La principale fonte di Co2 che aumenta le temperature è ben nota: la combustione di petrolio, carbone e gas per generare energia. “Se non stabilizzeremo rapidamente le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera, dovremmo aspettarci non solo nuovi record di temperatura, ma anche un peggioramento degli impatti”, ha affermato Buontempo.

Fonte: Ansa

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