Alimentazione: la pasta è la regina delle tavole italiane

La pasta di semola si conferma la prima protagonista dell’alimentazione italiana, con una penetrazione che raggiunge il 96,8% dei cittadini

Pasta integrale (© Craig Melville da Pixabay)

La pasta di semola resta un pilastro irrinunciabile dei consumi alimentari in Italia, confermandosi presente in quasi tutte le famiglie e mostrando segnali di evoluzione nelle preferenze d’acquisto. I dati più recenti dello shopper panel YouGov Shopper fotografano un mercato maturo ma dinamico, in cui crescono le varianti alternative e salutistiche, mentre cambiano frequenze di acquisto, livelli di spesa e attenzione dei consumatori, anche in relazione a fattori anagrafici e informativi.

Il dato

La pasta di semola si conferma la regina delle tavole italiane, con una penetrazione che raggiunge il 96,8% e con acquisto, da parte delle famiglie, di almeno una volta all’anno. Il consumo di pasta vegetale cresce del 23% nel 2025. È quanto emerge dallo shopper panel di quasi 17.000 famiglie rappresentative della totalità delle famiglie italiane (26 milioni) di YouGov Shopper, operante nel mercato nelle ricerche sul mondo del largo consumo. La frequenza media di pasta di semola ha fatto registrare nell’ultimo anno 21,9 atti d’acquisto (+3,5%), dato che contribuisce a contenere a circa 49 euro la spesa media annuale per famiglia (-5,8% rispetto al 2024).

I margini di crescita

Gli analisti evidenziano inoltre che “gli ampi margini di crescita consentono performance migliori in termini di penetrazione per le varianti della pasta come i formati speciali (che raggiunge il 76% dal 74,8% del 2024) e quelle realizzate con farine integrali, di farro e kamut. In crescita il numero di consumatori di pasta senza glutine (+7,2%) o integrali (+5%).

Gli aspetti anagrafici

Sia i senior (over 55, con figli adulti) che i decisori d’acquisto maturi (45-54 anni, con figli adolescenti) si distinguono per l’attenzione sopra la media dedicata alle informazioni sulle certificazioni (112%), alle proprietà dei prodotti (130% per il target salutista, 119% per quello integrale) e al biologico (rispettivamente 125% e 117%).

Fonte: Ansa

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