Redenta, le marmellate che raccontano il “Gusto del bene”

Grazie alla Fondazione Santo Versace, il lavoro diventa rinascita e la solidarietà prende il sapore della frutta fresca

Foto © Redenta

Le marmellate Redenta (redenta.it) raccontano molto più di un semplice prodotto artigianale: sono il frutto concreto di un progetto che intreccia qualità, impegno sociale e rinascita personale. In questo laboratorio, donne vittime di tratta ritrovano ogni giorno dignità e speranza attraverso un lavoro che profuma di frutta fresca e di futuro. Sostenute dal progetto il “Gusto del bene” della Fondazione Santo Versace ente filantropico, queste confetture nascono da mani che hanno conosciuto la paura, ma che ora imparano di nuovo a creare, a curare, a credere in sé. Ogni vasetto è il risultato di un processo rigoroso, artigianale, ma anche di un percorso umano profondo: mentre la frutta cuoce lentamente, si ricostruiscono identità, sogni, possibilità. Assaggiare le marmellate Redenta significa entrare in contatto con storie che stanno cambiando direzione, scoprendo un sapore che unisce dolcezza e coraggio, tradizione e rinascita. È qui che il bene prende forma, colore e profumo: in un semplice vasetto capace di trasformare un gesto quotidiano in un atto di solidarietà reale.

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Il Gusto del bene

Il “Gusto del bene” non è solo un progetto: è un promemoria di quanto il bene, quando trova la strada giusta, possa cambiare destini. È l’iniziativa attraverso cui la Fondazione Santo Versace, fondata da Francesca De Stefano Versace e Santo Versace, sostiene realtà che offrono nuove possibilità a chi ha vissuto il dolore, la paura, la fragilità. È qui che nasce il laboratorio di marmellate Redenta, realizzato da don Aldo Buonaiuto, fondatore della Cooperativa Pace in Terra: un luogo in cui le giovani donne vittime di tratta, accolte nella “Casa fra le nuvole” della Comunità Papa Giovanni XXIII, riscoprono il valore di un gesto semplice. E in quel gesto ritrovano fiducia, dignità, futuro.

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La storia di Sofia…

Per Sofia, un vasetto di marmellata non è solo un prodotto: è il simbolo del sogno che credeva perduto. Partita dalla Nigeria con la speranza di una vita migliore, è stata invece risucchiata da una spirale di violenza e sfruttamento. Torture, minacce, l’obbligo di prostituirsi: il suo sogno sembrava svanito per sempre. Eppure, nonostante tutto, Sofia ha trovato la forza di ribellarsi. È fuggita, ha attraversato la paura, il silenzio, la solitudine. Fino a quando non è stata accolta e protetta dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Oggi, grazie al “Gusto del bene” e Redenta, quel sogno che si era frantumato si sta ricomponendo: ora può lavorare, ricominciare, immaginare un domani luminoso per sé e per la sua famiglia.

…e quella di Rachele

Anche Rachele ha attraversato il buio. Dalla Bulgaria all’Italia chiusa nel bagagliaio di un’auto, convinta che avrebbe fatto la babysitter. Invece, al suo arrivo, l’orrore: vestiti succinti, un marciapiede, un ordine terribile: vendere il suo corpo. Ha rifiutato. E per questo è stata torturata con una crudeltà disumana: un orecchio ridotto a brandelli con una pinza, ciocche di capelli strappate fino a scoprire la cute, bruciature di sigarette sul corpo. In fin di vita, è stata salvata dalle Forze dell’Ordine e accolta in una casa della Comunità Papa Giovanni XXIII. Molte ferite si stanno rimarginando, ma quelle dell’anima richiedono tempo, cura, amore. E in quel laboratorio di marmellate, anche Rachele sta ritrovando una parte di sé che credeva perduta.

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Aiutare gli altri: una regola di vita

Sofia e Rachele hanno iniziato un cammino di rinascita grazie al laboratorio Redenta, sostenuto dal progetto “Gusto del bene”. Per loro, un lavoro non è solo uno stipendio: è la prova che il dolore non avrà l’ultima parola. È dignità. È libertà. Questo è possibile grazie all’impegno e alla sensibilità di Santo Versace e Francesca De Stefano Versace, che hanno scelto di fare dell’aiuto alle persone più fragili una regola di vita. Grazie a loro, oggi, queste giovani donne possono guardare avanti con speranza.

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Il laboratorio delle marmellate

Le marmellate Redenta sono un concentrato di natura e cura. Non contengono conservanti né pectina: solo frutta scelta, lavata e sbucciata una a una da chi, mentre lavora, si riappropria della propria storia. A vigilare su tutto c’è nonna Marina, il cuore materno della “Casa fra le nuvole”. Ha lasciato le comodità della sua vita per essere presenza, conforto, famiglia per queste giovani donne e i loro bambini. Il laboratorio, nato nelle Marche, è stato reso possibile grazie alla collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche, che ha fornito i macchinari per la cottura e la pastorizzazione. E grazie ai cuochi del Dipartimento Solidarietà Emergenza Marche della Federazione Italiana Cuochi, che offrono formazione professionale preziosa. Fondamentale anche il sostegno della Fondazione Marche. Ogni vasetto è il risultato di un intreccio di mani, competenze e cuore.

Il “Gusto del bene” per un Natale solidale

Il Natale si avvicina, con la sua luce che invita a tornare all’essenziale. E quale gesto può essere più vero di un dono che porta con sé speranza? Sul sito Redenta.it è possibile acquistare le marmellate realizzate dalle donne che stanno ricostruendo la loro vita: prugna, pera e cacao, albicocca, mela e cannella, mandarino, arancia, fragola. Disponibili singole, in confezioni doppie o in cesti personalizzabili, queste confetture non sono solo deliziose: sono un modo concreto per restituire un sorriso a chi, per troppo tempo, ha conosciuto solo il dolore. E questo è il vero “Gusto del bene”.

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