DOMENICA 02 AGOSTO 2015, 000:10, IN TERRIS

L'opportunità di una vacanza

AUTORE OSPITE
L'opportunità di una vacanza
L'opportunità di una vacanza
bernardL’estate può stancarci. Sentiamo ancora il peso di un anno di lavoro. Fa tanto caldo. Non vogliamo far niente. Non è facile neanche riposare. Anche per questo dobbiamo organizzarci in qualche modo, ma come?
Tuttavia, nello stesso periodo, accadono tante cose importanti, decisive, tragiche, terrificanti. Tante persone non riposano, anzi sono purtroppo estremamente attive! Eppure le nostre impostazioni ideologiche e spirituali non riescono seguire tutto questo. Fa caldo, ci sono le vacanze, siamo distratti. Molto spesso la stanchezza diventa la giustificazione delle nostre scelte, o piuttosto la mancanza di esse. Nel nostro cuore pensiamo: Basta, abbiamo il diritto di stare in pace.

Questa esperienza non è per niente nuova. Da molti secoli le persone sagge (i filosofi) cercavano le possibilità di distacco dal mondo e dalle sue tensioni per vivere pienamente, meglio. Erano convinti che solo cosi un essere umano può realizzarsi, stando bene con se stesso; un tale atteggiamento richiedeva tanti sforzi dall’autodisciplina alla pazienza.

Questo lavoro spirituale interno richiede tanta attenzione e forza, difficile da trovare nel normale dipanarsi del mondo con tutti i suoi affari. E proprio per questo l’estate vogliamo fermarci, ritirarci; sostanzialmente solo per non ricevere ancora nuovi stimoli. Vogliamo far niente, o piuttosto solo le cose che ci piacciono. Almeno per qualche giorno, a qualunque prezzo, prima che torni di nuovo l’incubo delle notizie dal mondo che ci circonda.

Le vacanze, il tempo del riposo, potrebbero allora paradossalmente diventare un’occasione per recuperare noi stessi. Nella tradizione filosofica (e anche monastica) questo stato privilegiato di una certa libertà interiore per progredire avanti nella nostra umanità veniva chiamato otium, cioè mancanza di attività, un ben giustificato e nobile “dolce far niente”, nel significato migliore di questa espressione.

Ecco un’opportunità per vedere il mondo diversamente: non come un’ossessione, ma come qualcosa lontana, meno importante del nostro interiore. In un periodo di riposo totale, cerchiamo di godere il tempo libero per riflettere su noi stessi, sulle cose essenziali. Senz’altro questo è un lusso, ma ce lo meritiamo. Non siamo le macchine, né uno dei loro ingranaggi.

Ci può aiutare una buona lettura, un incontro con le persone sagge, ma anche una tranquilla passeggiata. Forse ci scopriremo ancora capaci di stupirci. Il mondo, il creato, nonostante tutto è troppo bello per essere solo una fatica continua.

fr. Bernard Sawicki osb
www.anselmianum.com

 

 

 

 
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
La locandina del film
STAR WARS

Il lato Chiaro e quello Oscuro de "Gli Ultimi Jedi"

Scelte coraggiose e azzardi, poesia ed errori pericolosi. Cosa pensiamo di Episodio VIII (SPOILER)
Vittorio Emanuele III

Il ritorno del Re

Vittorio Emanuele III tornerà dall'esilio e la sua salma sarà trasferita da Alessandria...
L’albero di Natale Prosecco Doc a Venezia
FEDERALBERGHI

Tra Natale e Capodanno 15 milioni di italiani in viaggio

Il giro d’affari complessivo sarà di 9,9 miliardi di euro
Reliquia della Beata Anna Maria Adorni
VATICANO

Presentato il nuovo documento sulle reliquie

Pubblicato dalla Congregazione delle Cause dei Santi
SIRIA

La Russia accusa gli Usa: "Addestrano terroristi"

750 miliziani in un campo profughi nel Nord-Est della Siria
L'incontro con Uspi e Fisc
INCONTRO CON USPI E FISC

"Non cadete nei peccati della comunicazione"

Il Papa ha ricordato che la piccola editoria difende dai "polveroni mediatici"