SABATO 07 SETTEMBRE 2019, 16:36, IN TERRIS


FEDE

Buon compleanno don Oreste Benzi

Un "inclassificabile rivoluzionario" che ha trasmesso la gioia della Chiesa in uscita

DON ALDO BUONAIUTO
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Don Oreste Benzi
Don Oreste Benzi
Q

uando leggevo le biografie dei santi non riuscivo a comprendere quel tipo di “innamoramento” che i discepoli esprimevano verso i propri santi maestri e testimoni del Vangelo. Mi sfuggiva come sabbia tra le dita la reale essenza dell’irrefrenabile trasporto emotivo di questi figli spirituali verso l’uomo di Dio. Nelle varie descrizioni così appassionanti e radicali, a volte mi veniva il sospetto che fossero esagerati gli elogi, quasi si trattasse di un’esaltazione che lambiva l’orlo dell’idolatria. Non avrei mai potuto immaginare la profonda verità di quei sentimenti se non li avessi poi sperimentati in prima persona nei confronti del Servo di Dio don Oreste Benzi.

Novantaquattro anni fa nasceva in un paesino della Romagna questo autentico, inclassificabile rivoluzionario. Il mondo attuale ancora non lo ha ben conosciuto nonostante abbia raggiunto in Italia picchi di elevata notorietà e abbia poi portato la sua opera spirituale e sociale in tanti altri Paesi. Ai più sfugge la grande iniziativa della realtà da lui suscitata, la Comunità Giovanni XXIII composta prevalentemente da quei laici che don Oreste definiva “veri eroi”. Il prete degli ultimi e il suo carisma, al quale questo giornale dedica sempre molto spazio, ci ha trasmesso la gioia del vivere e di appartenere alla Chiesa in uscita, sempre accanto ai più deboli e agli indifesi. Di fatto, la Giovanni XXIII da oltre cinquant’anni vive la dimensione dell’ospedale da campo, espressione cara a Papa Francesco per descrivere ciò che auspica per tutto il mondo cattolico.

Senza questo incontro straordinario con il prete dalla tonaca lisa forse non sarei riuscito ad apprezzare la forza e la bellezza di questa complessa vita comunitaria che porta il nome di Gesù. La cristianità sta vivendo la sua stagione di persecuzione e di disprezzo. Essere cristiani oggi, e ancor più essere sacerdoti, non è di certo - e neanche in Italia -, un “ruolo” di onore ma, al contrario, una vera missione. Una sfida controcorrente sul fronte multiforme delle attuali complessità sociali. Scegliere sul serio la via del Vangelo porta a nuove forme di martirio, perciò l’intercessione di don Oreste diventa ancora più significativa affinché dal cielo possa vegliare su coloro che si prendono cura di chi non ha voce.

Grazie don Oreste e dal cielo continua a combinare i tuoi santi guai... Buon compleanno!

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