GIOVEDÌ 08 NOVEMBRE 2018, 15:22, IN TERRIS


PARTITO POPOLARE EUROPEO

Weber candidato presidente della Commissione

Sconfitto il finlandese Stubb. "Non è il successo di un singolo ma di tutti"

ALBERTO TUNO
Manfred Weber
Manfred Weber
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anfred Weber è stato eletto come candidato del Partito popolare europeo (Ppe) alla presidenza della Commissione europea. Il 46enne bavarese ha sconfitto il suo avversario finlandese, Alexander Stubb, aggiudicandosi 492 dei 619 voti espressi dai delegati al Congresso del Ppe.


Campagna elettorale

"Voglio sottolineare che questo è un successo per tutti noi, non il successo di un singolo, ma il successo del Ppe" ha commentato Weber. "Cominciamo la campagna elettorale oggi, abbiamo tanto da raccontare, abbiamo creato un'Europa forte e stabile sotto Juncker e Tajani e possiamo colmare il divario con i cittadini per avere un'Europa ambiziosa. Usiamo questo momento di slancio per andare nei nostri Paesi e lottiamo, argomentiamo e vinciamo. Avremo la maggioranza all'europarlamento". Prima dell'elzione Weber aveva avvertito leader dei partiti sovranisti: "Salvini, Le Pen e i polacchi, queste persone parlano molto di nazionalità, queste persone dicono che bisogna esser orgogliosi delle proprie nazioni che le loro nazioni sono migliori delle altre e che bisogna odiare l'Europa. La nostra risposta è questa: non voglio che gli egoismi creino delle separazioni e delle divisioni, siamo orgogliosi di avere ottenuto questa coesione tra l'identità europea". 


Reazioni

A Weber è arrivata anche la "benedizione" di Angela Merkel. "Con con un discorso meraviglioso ha aperto un importante ponte tra il proprio Paese e la sfida europea", ha detto la cancelliera tedesca a Helsinki. Secondo Silvio Berlusconi "il Ppe deve essere il motore di cambiamento dell'Europa per realizzare finalmente quella politica estera e quella politica di difesa comune che facciano dell'Unione Europea non soltanto uno spazio di democrazia, di benessere e di libertà per i suoi popoli ma anche, come nei progetti e nei sogni dai suoi padri fondatori, una potenza militare mondiale seduta al tavolo delle altre potenze mondiali per decidere i destini del mondo e un faro di cultura, di civiltà, di democrazia e di libertà per tutti i Paesi del globo".

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