Continua ad aggravarsi il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. Le vittime accertate sono salite a 589, mentre migliaia di persone restano senza casa e intere comunità sono isolate. Di fronte all’emergenza, si è attivata una vasta mobilitazione internazionale: squadre di ricerca e soccorso provenienti da ogni parte del mondo stanno raggiungendo il Paese per sostenere le operazioni di salvataggio, mentre le organizzazioni umanitarie lanciano appelli per garantire assistenza immediata alla popolazione colpita.
Bilancio delle vittime in continuo aggiornamento
Il bilancio provvisorio dei morti per il terremoto in Venezuela sale a 589 vittime: lo ha annunciato la vicepresidente Delcy Rodríguez, mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca tra le macerie nelle aree più colpite.
La mobilitazione internazionale dei soccorritori
Un totale di 25 squadre, tra unità di ricerca e salvataggio e team medici provenienti da tutto il mondo, sono in fase di dispiegamento in Venezuela con un contingente complessivo di circa 1.000 soccorritori. Lo ha dichiarato oggi a Ginevra il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (Ocha), Jens Laerke, precisando che nei prossimi giorni arriveranno ulteriori rinforzi. Dopo il devastante duplice sisma che ha colpito il Paese sudamericano, il sistema umanitario internazionale “si sta muovendo rapidamente e su vasta scala”. Secondo Laerke, è stata avviata una massiccia mobilitazione attraverso la rete Insarag (International Search and Rescue Advisory Group), che coordina squadre nazionali addestrate e certificate per interventi di ricerca e soccorso in caso di grandi calamità.
I Paesi che stanno inviando aiuti
Delle 25 squadre già mobilitate, 17 sono dedicate alle operazioni di ricerca e salvataggio. Provengono da Cile, Colombia, Repubblica Ceca, Ecuador, Francia, Germania, Italia, Giordania, Paesi Bassi, Qatar, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Anche El Salvador e Messico stanno completando il dispiegamento delle proprie unità operative. “La priorità assoluta in questo momento è la ricerca e il salvataggio”, ha ribadito il portavoce dell’Ocha.
La Croce Rossa: migliaia di volontari al lavoro
Anche la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc) ha rafforzato il proprio intervento. “Le migliaia di volontari della Croce Rossa venezuelana sono mobilitati”, ha spiegato in collegamento da Panama la direttrice regionale per le Americhe dell’Ifrc, Loyce Pace. “Dopo due notti, le persone sono ancora terrorizzate all’idea di rientrare negli edifici danneggiati e molte dormono all’aperto. Con le comunicazioni ancora interrotte in alcune zone, famiglie e servizi rimangono isolati”, ha raccontato.
Lanciato un appello da 50 milioni di franchi svizzeri
Poche ore dopo il terremoto, l’Ifrc ha stanziato 2 milioni di franchi svizzeri (oltre 2 milioni di euro) attraverso il proprio Fondo di Emergenza. Oggi l’organizzazione ha inoltre lanciato un Appello di Emergenza da 50 milioni di franchi svizzeri per sostenere la Croce Rossa venezuelana nell’assistenza a 300.000 persone. Le risorse serviranno a garantire alloggi temporanei, assistenza sanitaria, acqua potabile, servizi igienico-sanitari e supporto psicosociale alle popolazioni colpite dal sisma.
Fonte Ansa

