Venezuela, riaprono le scuole mentre i soccorsi continuano: oltre 3.500 le vittime

In Venezuela, dopo giorni di emergenza per il terremoto, i soccorsi continuano tra le macerie, mentre alcune zone del Paese provano a tornare alla normalità riaprendo le scuole

Venezuela Foto Vatican News

A quasi due settimane dal devastante terremoto che ha colpito il Venezuela, il bilancio continua a essere drammatico e le operazioni di soccorso restano concentrate nelle aree più devastate. Migliaia di famiglie attendono ancora notizie dei propri cari, mentre squadre di emergenza lavorano senza sosta tra edifici crollati e macerie. Parallelamente, il Paese tenta un graduale ritorno alla quotidianità: scuole, attività lavorative e servizi riprendono lentamente, segnando i primi passi verso la ricostruzione.

La situazione

Almeno 3.535 persone sono morte e 16.740 sono rimaste ferite in seguito ai terremoti del 24 giugno in Venezuela, secondo l’ultimo bollettino pubblicato ieri dal presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez. Da giovedì scorso, ormai non si registrano ufficialmente persone trovate vive tra le macerie, mentre le persone di cui non si hanno notizie sono almeno 30 mila.

Il parziale ritorno alla normalità

Nel Paese c’è stato un re-inizio di normalità, con il ritorno alle lezioni e al lavoro in vari Stati, mentre nello stato costiero di La Guaira e in altre delle regioni più colpite le squadre di soccorso e sicurezza avanzano con la rimozione delle macerie e il recupero dei corpi. Sebbene a Caracas e in alcuni Comuni degli Stati di Miranda, La Guaira, Falcón, Carabobo e Aragua le lezioni siano sospese, negli altri 18 Stati del Paese il Ministero dell’Educazione ha ordinato, infatti, la ripresa delle attività scolastiche, come fa sapere il portale cattolico enviglia.info. A Caracas, nei quartieri colpiti si avanza con la rimozione delle macerie e ad Altamira, di fatto, i resti di un edificio sono già stati totalmente raccolti, lasciando il terreno vuoto. Gli abitanti della capitale sono usciti sin dalle prime ore del mattino per lavorare, mentre alcuni cominciano a valutare le riparazioni delle pareti fessurate nelle loro abitazioni.

Fonte Agensir

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