Venezuela: il governo intende riattivare l’aeroporto internazionale Simon Bolivar

A quasi due settimane dal devastante terremoto del 24 giugno, 14.634 persone vivono ancora negli 87 campi di accoglienza temporanei

Segnali di un ritorno alla normalità in Venezuela, colpito quasi due settimane fa da un terremoto devastante. Il governo intende riattivare parzialmente l’aeroporto internazionale Simon Bolivar di Maiquetia, chiuso dal 24 giugno, con la ripresa dei voli commerciali utilizzando una pista parallela meno danneggiata dal sisma. Non è prevista una data certa per la riapertura, anche se la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha parlato di un “piano immediato” per consentire il ritorno dei collegamenti aerei. Intanto oltre 14mila persone vivono nei campi di accoglienza temporanea allestiti dall’esecutivo di Caracas, che dispongono di 20.227 posti totali. Il maggior numero di sfollati si concentra nello Stato di La Guaira, quello che ha più ha risentito delle scosse.

Riapertura parziale dell’aeroporto

Il governo venezuelano punta a riattivare nei prossimi giorni parte dei voli commerciali dall’aeroporto internazionale Simon Bolivar di Maiquetia, principale scalo del Paese, chiuso dal 24 giugno dopo i terremoti che hanno devastato la regione di La Guaira. Lo ha annunciato durante un sopralluogo ai lavori di ripristino la presidente ad interim Delcy Rodriguez, secondo cui e operazioni riprenderanno inizialmente utilizzando una pista parallela meno danneggiata, mentre proseguono gli interventi per riparare le aree danneggiate dal sisma.

Il piano immediato per i collegamenti aerei

La presidente non ha indicato una data per la riapertura, ma ha parlato di un “piano immediato” per consentire il ritorno dei collegamenti aerei. Dalla chiusura dello scalo, diverse compagnie hanno trasferito temporaneamente i voli sull’aeroporto di Valencia, a circa 170 chilometri da Caracas. Il governo ha inoltre annunciato una partnership internazionale per la ricostruzione dell’aeroporto di Maiquetía e un piano di recupero delle altre infrastrutture aeroportuali colpite. Nei giorni scorsi anche l’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) aveva sollecitato il rapido ripristino dell’operatività dello scalo, offrendo assistenza tecnica al governo venezuelano.

Le persone accolte nei campi

A tredici giorni dai terremoti che hanno colpito il Venezuela, 14.634 persone vivono ancora negli 87 campi di accoglienza temporanei allestiti dal governo. Lo rende noto un aggiornamento pubblicato su Telegram dal ministro dell’Istruzione Hector Rodriguez, secondo cui le strutture dispongono complessivamente di 20.227 posti. Lo Stato di La Guaira, l’area più colpita dal sisma, concentra il maggior numero di sfollati, con 8.613 persone ospitate in 26 campi, otto dei quali sono in fase di ampliamento. A Caracas sono invece operativi 39 centri di accoglienza, con una capacità di 11.192 posti, dei quali 4.961 già occupati. Nello Stato di Miranda restano aperti 22 campi, che ospitano attualmente 1.060 persone su una disponibilità complessiva di 2.003 posti. Secondo il ministro, istituzioni pubbliche, settore privato, comunità locali e organizzazioni internazionali stanno collaborando per rafforzare la capacità logistica dei centri e garantire la massima assistenza alle famiglie colpite dal terremoto.

Fonte Ansa

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