A oltre una settimana dal duplice terremoto che il 24 giugno ha colpito il Venezuela, continua ad aggravarsi il bilancio dell’emergenza. Le squadre di soccorso, affiancate da migliaia di operatori internazionali, proseguono senza sosta le operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione, mentre le autorità affrontano le conseguenze delle numerose scosse di assestamento e avviano i primi piani per la ricostruzione delle aree devastate. Il presidente del Congresso venezuelano, Jorge Rodríguez, ha reso noto un nuovo aggiornamento sulle conseguenze del sisma. Secondo gli ultimi dati, i soccorritori hanno estratto vive dalle macerie 6.461 persone, mentre le vittime accertate sono salite a 2.295. I feriti ammontano a 11.167 e gli sfollati hanno raggiunto quota 12.841. Si tratta comunque di cifre provvisorie, destinate a essere aggiornate con il proseguire delle verifiche.
Il dato
Il presidente del Congresso del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha diffuso alcuni dati aggiornati sull’impatto del duplice terremoto dello scorso 24 giugno. Le operazioni di soccorso hanno permesso finora di trarre in salvo 6.461 persone, mentre il bilancio delle vittime è salito a 2.295 deceduti. I feriti totali sono 11.167 e si registrano 12.841 persone rimaste senza casa. Si tratta, naturalmente, di un bilancio ancora ampiamente provvisorio. Rodríguez ha spiegato che dal 24 giugno a oggi sono state registrate ben 782 repliche. Per fronteggiare l’emergenza sono attualmente attivi 25 accampamenti temporanei, dove l’assistenza è garantita anche grazie al supporto di 4099 operatori internazionali impegnati nelle attività di ricerca, soccorso e trasferimento della popolazione. Il presidente del Congresso ha definito l’attuale fase come una giornata di accelerazione e rifornimento dei campi provvisori, annunciando inoltre che si stanno già preparando i piani per un processo rapido di costruzione di nuove abitazioni. Rodríguez ha infine lanciato un appello all’unità, affermando che questo non è il momento per la polemica politica.
Fonte Agensir

