A cento giorni dal terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno, l’emergenza non è ancora finita. Alle conseguenze materiali del sisma si aggiungono traumi psicologici legati allo sfollamento, all’incertezza e alla perdita di sicurezza. Ansia, disturbi del sonno e stanchezza persistente accompagnano migliaia di persone. Medici Senza Frontiere continua così a sostenere la popolazione, affiancando alle cure mediche interventi psicologici e aiuti essenziali.
La situazione
A 100 giorni dal terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno, i bisogni della popolazione sono ancora enormi. La sfida principale non è più soltanto rispondere all’emergenza, ma accompagnare le persone e le comunità nel loro percorso di ripresa, per restituire sicurezza, stabilità e speranza nel futuro. Non solo traumi fisici quindi ma anche psicologici, causati dall’incertezza, dallo sfollamento e del peso emotivo accumulato da individui e comunità. Questa situazione prolungata ha trasformato l’impatto emotivo iniziale in stati di ansia, disturbi del sonno, sintomi fisici legati allo stress, sentimenti di perdita di speranza e stanchezza persistente.
Il supporto fornito
Medici Senza Frontiere nel corso dei 100 giorni dopo il sisma, a La Guaira e a Caracas ha fornito supporto psicologico a 8.147 persone, effettuato oltre 7.000 consultazioni mediche, distribuito quasi 860.000 litri di acqua potabile. Oltre ad aver distribuito 8,5 tonnellate di forniture mediche e di emergenza e aver supportato gli ospedali nei primi 5 giorni subito dopo il terremoto.
Fonte Ansa

