I canali di comunicazione tra Teheran e Washington si riaprono a Muscat, in Oman. La mediazione del ministro degli Esteri del Sultanato, Badr bin Hamad al Busaidi, fa riavvicinare Stati Uniti e Iran nel primo giro di consultazioni che servono a gettare le basi per la ripresa dei negoziate diplomatici e tecnici tra i due Paesi, dopo l’interruzione seguita alla guerra dei 12 giorni tra Israele e la Repubblica islamica. “E’ stato un buon inizio”, ha detto il capo della diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi, parlando di un'”atmosfera molto positiva”. I contatti potrebbero proseguire nei prossimi giorni.
Atmosfera positiva
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che i colloqui tra Iran e Stati Uniti mediati dall’Oman sono iniziati bene. “Nel complesso, è stato un buon inizio, ma il proseguimento dipenderà dalle consultazioni nelle capitali”, ha detto Araghchi, che guidava la delegazione iraniana mentre quella degli Usa era formata dall’inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner. “Oggi si sono svolti diversi cicli di incontri. Le nostre opinioni e preoccupazioni sono state espresse in un’atmosfera molto positiva”, ha aggiunto Araghchi, come riferisce l’emittente ‘Iran International’.
Questione nucleare
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che i colloqui con gli Stati Uniti in Oman si sono concentrati esclusivamente sulla questione nucleare, esprimendo la speranza che Washington si astenga da “minacce” affinché i negoziati possano procedere. “Le nostre discussioni si concentrano esclusivamente sulla questione nucleare e non stiamo affrontando altri argomenti con gli americani”, ha detto Araghchi in un’intervista a Irna, aggiungendo che si augura che Washington si astenga da “minacce e pressioni” affinché “i colloqui possano proseguire”.
“Colloqui molto seri”
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al Busaidi, che ha mediato oggi il negoziato tra Iran e Stati Uniti ha dichiarato che i colloqui di Muscat sono stati “molto seri”, aggiungendo che hanno contribuito a chiarire le idee di entrambe le parti e a individuare aree di possibile progresso. “Puntiamo a riunirci nuovamente a tempo debito e i risultati saranno attentamente valutati a Teheran e Washington”, ha dichiarato al Busaidi in un messaggio su X, riferisce l’emittente ‘Iran International’.
Superare la sfiducia
“I colloqui sono iniziati dopo otto mesi turbolenti”, ha detto Araghchi, citando l’interruzione del negoziato durante il conflitto tra Iran e Israele nel giugno del 2025. “Dopo la guerra di 12 giorni, è emersa la sfiducia e questa rappresenta una sfida sul percorso negoziale. Dobbiamo prima superare questa sfiducia e definire un quadro per i negoziati”, ha affermato il capo della diplomazia di Teheran, aggiungendo che “se questo approccio e la prospettiva della controparte persistono, possiamo raggiungere un quadro per i negoziati”. Riguardo alla possibilità che i colloqui continuino nei prossimi giorni, Araghchi ha detto che “la prosecuzione dei negoziati dipenderà dalla controparte e, naturalmente, dalle decisioni prese a Teheran”.
La mediazione dell’Oman
Le consultazioni tra Iran e Stati Uniti a Muscat “si sono concentrate sulla creazione di condizioni adeguate per la ripresa dei negoziati diplomatici e tecnici”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri dell’Oman Badr bin Hamad al Busaidi, dopo il primo giro di colloqui a Muscat tra la delegazione iraniana e statunitense. Secondo quanto riferisce Mehr, Al Busaidi ha incontrato separatamente la delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, e quella statunitense guidata da Steve Witkoff, l’inviato speciale degli Usa in Medio Oriente, e da Jared Kushner, il genero del presidente Donald Trump. Il ministro ha ribadito l’impegno dell’Oman a continuare a sostenere il dialogo e la disponibilità del Sultanato a cooperare con diversi partner per contribuire al raggiungimento di soluzioni politiche concordate, in linea con gli obiettivi e le aspettative previsti. Secondo i media iraniani, Araghchi si è recato presso il luogo dei negoziati per iniziare un secondo giro di “colloqui indiretti” con Witkoff.
Fonte Ansa

