GIOVEDÌ 22 GIUGNO 2017, 18:50, IN TERRIS

Ufficiale: Ghassan Salamé è il nuovo inviato delle Nazioni Unite in Libia

Dopo l'ok del Consiglio di sicurezza arriva l'investitura. Classe '51 è stato consigliere politico della missione Onu in Iraq

REDAZIONE
Ufficiale: Ghassan Salamé è il nuovo inviato delle Nazioni Unite in Libia
Ufficiale: Ghassan Salamé è il nuovo inviato delle Nazioni Unite in Libia
Ghassan Salamé, ex ministro della Cultura del Libano, è il nuovo inviato speciale dell'Onu in Libia e capo della missione Unsmil, succedendo al tedesco Martin Kobler. Lo ha annunciato il segretario generale Antonio Guterres. "Salamé porta in questo ruolo oltre tre decenni di esperienza nel servizio pubblico e nel mondo accademico", ha affermato il numero uno del Palazzo di Vetro.

Il nuovo inviato, classe 1951, è un grande esperto di questioni internazionali: è stato consulente di due segretari generali dell'Onu - Kofi Annan e Ban Ki-moon - dal 2003 al 2006, e consigliere politico della missione Onu in Iraq. Tra le altre cose è professore di politica internazionale all'università Sciences Po di Parigi e sino al 2015 è stato anche preside di facoltà della Paris School of International Affairs (Psia) della Sciences Po, considerata da molti la più grande scuola di affari internazionali del mondo.

La prima scelta di Guterres come successore di Kobler, lo scorso febbraio, era stata quella dell’ex premier palestinese Salam Fayyad, ma gli Stati Uniti bocciarono la nomina affermando che le Nazioni Unite erano “ingiustamente dalla parte dei palestinesi a scapito dell’alleato Israele“. Da quel momento si sono susseguiti una serie di veti incrociati da parte della Russia e di altri membri del Consiglio di Sicurezza a numerosi candidati proposti in via informale dal segretario generale.

La nomina di Salamé arriva nel giorno in cui il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha confermato che l'Alleanza aiuterà Tripoli a costruire la sua difesa. Nell'incontro con il premier Fayez al-Sarraj, Stoltenberg ha assicurato che gli esperti della Nato e quelli libici si incontreranno "il prima possibile". Il segretario ha spiegato che l'Alleanza ha grande esperienza di aiuto nel "capacity building" e che con la Libia ci aveva già provato. Ma a un certo punto "le condizioni non l'hanno reso possibile". Ora invece "le condizioni ci sono di nuovo", e quindi gli esperti delle due parti entreranno il "prima possibile negli elementi concreti", ad esempio su come costruire un'intelligence.
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