Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia nuovi attacchi all’Iran, dopo una prima ondata nella notte in seguito all’abbattimento di un elicottero Apache che pattugliava le acque regionali vicino la costa dell’Oman. “Li stiamo attaccando molto duramente” e “abbiamo il diritto di farlo”, ha detto l’inquilino della Casa Bianca, aggiungendo anche che l’accordo a cui ha lavorato non consentirebbe a Teheran di avere l’arma nucleare. Nei raid statunitensi, secondo funzionari della Repubblica islamica, sarebbero state colpite infrastrutture, tra cui due serbatoi idrici. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha colpito la nave cisterna Settebello, battente bandiera di Palau, scrive Centcom su X.
Gli attacchi
“Attaccheremo l’Iran in maniera molto forte anche oggi“. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. “Hanno abbattuto il nostro elicottero”, ha aggiunto. “Li stiamo attaccando molto duramente” e “abbiamo il diritto di farlo”, ha aggiunto Trump. “Ieri li abbiamo attaccati duramente e lo faremo anche oggi”, ha aggiunto il presidente.
L’accordo
“Ho lavorato per un mese ad un accordo con l’Iran. E’ molto buono, non gli consentirà di aver l’arma nucleare“. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. “Vogliamo un accordo significativo, non come quello di Barak Hussein Obama, quello apriva la strada all’arma nucleare”, ha aggiunto.
La nave nel Golfo dell’Oman
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha colpito e fermato la nave cisterna Settebello, battente bandiera di Palau, mentre transitava nel Golfo dell’Oman. Lo annuncia il Centcom su X. Un velivolo americano ha colpito la sala macchine della nave dopo che l’equipaggio aveva ripetutamente ignorato le disposizioni impartite dalle forze americane, si sottolinea nel post.
I depositi idrici
Secondo funzionari iraniani nei raid statunitensi sono state danneggiate anche infrastrutture civili, tra cui due serbatoi idrici. Lo riporta Al Jazeera. Se confermato, aggiunge l’emittente, si tratterebbe del primo attacco a infrastrutture civili in Iran segnalato da diverse settimane, in un momento in cui il Paese sta affrontando una grave carenza idrica. L’agenzia di stampa iraniana West Asia News Agency ha riferito – citando “fonti disponibili” – che due serbatoi idrici in cemento nel distretto di Bamani, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell’Iran, a 1.012 km dalla capitale Teheran, sarebbero stati colpiti dagli attacchi statunitensi. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha inoltre accusato gli Stati Uniti di aver colpito un impianto di desalinizzazione sull’isola di Qeshm, al largo della costa iraniana nello Stretto di Hormuz.
Fonte Ansa

