LUNEDÌ 13 GIUGNO 2016, 10:20, IN TERRIS

TRAGEDIA IN FLORIDA, TRUMP: "DOBBIAMO ESSERE DURI E SVEGLI"

A poche ore dalla strage è arrivata la dura reazione del candidato repubblicano

EDITH DRISCOLL
TRAGEDIA IN FLORIDA, TRUMP:
TRAGEDIA IN FLORIDA, TRUMP: "DOBBIAMO ESSERE DURI E SVEGLI"
"Svegli e vigilanti", è questo il modo in cui deve reagire l'America, secondo Donald Trump, alla minaccia del terrosirmo islamico. A poche ore dalla strage di Orlando - la più grave nella storia degli Usa dopo l'11 settembre -  nella quale hanno perso la vita 50 persone e altrettante sono rimaste ferite, il candidato repubblicano alle prossime elezioni presidenziali non ha fatto attendere la sua reazione.

Dopo un iniziale messaggio via Twitter nel quale si è unito al cordoglio generale invitando a pregare per le vittime dell'attentato, in tycoon newyorchese ha comunicato ai cittadini il suo pensiero attraverso una comunicato: secondo Trump Barack Obama dovrebbe dimettersi. L'attuale presidente, infatti, non avrebbe utilizzato le giuste parole nel suo discorso ai cittadini, non menzionando le parole "Islam radicale" nel suo intervento.

Trump ha inoltre insistito fortemente sulle origini dell'attentatore: "è figlio di un immigrato dell’Afghanistan che ha apertamente dichiarato il suo sostegno per i talebani afghani", ha dichiarato il candidato repubblicano, incalzando ulteriormente " noi ammettiamo negli Stati Uniti più di 100 mila migranti dal Medio Oriente ogni anno. Dall’11 settembre, centinaia di migranti e i loro figli sono stati implicati in atti di terrorismo negli Stati Uniti".

Secondo Trump, la rivale Hillary Clinton non solo non sta facendo abbastanza per affrontare il problema del terrorismo, ma vorrebbe aumentare il numero di immigrati dal Medio Oriente. Non è la prima volta che Trump accusa i democratici di essere troppo "politically correct" e di indebolire l'America con la loro eccessiva tolleranza nei confronti degli immigrati.

Per il candidato repubblicano, invece, nessun cambio di posizione sul tema delle armi: secondo il magnate americano, infatti, la strage di Orlando non imporrebbe nessuna revisione delle leggi esistenti in termini di vendita e acquisto delle armi.
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