VENERDÌ 08 NOVEMBRE 2019, 22:21, IN TERRIS

LAVA JATO

Svolta in Brasile, Lula torna libero

I giudici approvano la scarcerazione per l'ex presidente, che può ancora appellarsi alla Corte suprema

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Luiz Inacio Lula da Silva
Luiz Inacio Lula da Silva
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orna libero Luiz Inacio Lula da Silva, ex presidente del Brasile e, ora, nuovamente a piede libero, dopo più di un anno trascorso in carcere come conseguenza dell'inchiesta Lava Jato. Il giudice del Tribunale penale federale di Curitiba, Danilo Pereira Jr, ha infatti accolto la richiesta presentata ai magistrati dai difensori dell'ex numero uno di Planalto, disponendone l'immediata scarcerazione. Lula ha quindi lasciato la prigione di Curitiba, dove era recluso da aprile 2018 e dove avrebbe dovuto scontare complessivamente otto anni per corruzione. Una svolta improvvisa per il leader del Partito dei lavoratori, escluso dalle elezioni di un anno fa per l'inchiesta che lo riguardava e consegnatosi alle autorità davanti a una folla di centinaia di persone a Sao Bernardo, vedendosi poi respingere per tre volte la richiesta di scarcerazione: la nuova normativa, però, approvata dalla Corte suprema per 6 voti a 5, stabilisce he un imputato non possa essere privato della libertà prima che abbia esaurito tutti i ricorsi. A Lula resta ancora quello da rivolgere proprio alla Corte suprema, ricevendo così in automatico il diritto di tornare a piede libero.


La vicenda

Vera e propria icona per il popolo brasiliano, con ancora larghissimi consensi fra la classe operaia del Paese, Lula rappresenta, forse, l'unica vera e propria alternativa politica all'attuale presidente, Jair Bolsonaro, che annovera nel suo team anche il giudice Sergio Moro, attuale ministro della Giustizia e magistrato di punta dell'inchiesta Lava Jato che, di fatto, aveva assestato un durissimo colpo al Partito dei lavoratori, privandolo a livello elettorale del suo leader e uomo-simbolo. Presidente del Paese dal 2003 al 2011, quando lo sostituì a Planalto la compagna di partito Dilma Rousseff, con ambizioni legate alle elezioni del 2018 i cui sondaggi, peraltro, lo davano per favorito. Il suo arresto, nell'aprile dello stesso anno, era avvenuto davanti la sede del sindacato Abc, dal quale cominciò la sua ascesa politica, di fatto trasportato di peso dalla folla festante che si era radunata per mostrargli solidarietà, qualche giorno dopo la scadenza dell'ultimatum fissato per consegnarsi. Una popolarità tutt'altro che diminuita: "Lula torna in libertà - ha scritto su Twitter l'ex premier Paolo Gentiloni -. Un grande presidente che ha combattuto contro la povertà e per il riscatto del popolo brasiliano".

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