La crisi del Sudan si aggrava ancora. La peggiore crisi umanitaria mondiale, scatenata dalla guerra civile scoppiata oltre tre anni fa, vede crescere il numero delle persone costrette a lasciare le proprie case. I combattimenti nel Kordofan, nel Nilo Blu e nel Darfur occidentale, e le inondazioni nel Darfur settentrionale hanno provocato 200mila nuovi sfollati dalla fine del 2025. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha consegnato nelle ultime 1.750 tonnellate di aiuti umanitari, tra kit per l’igiene e tende.
Nuovi sfollati
Il Paese conta 8,6 milioni di sfollati interni. Nel Kordofan, combattimenti e attacchi con droni contro il principale trasformatore elettrico di El Obeid hanno provocato interruzioni di corrente, compromettendo acqua, strutture sanitarie e telecomunicazioni. Dalla fine del 2025 sono oltre 200 mila le persone sfollate nella regione. Nel Nilo Blu, gli scontri hanno costretto 7.800 persone a lasciare le proprie case, alcune verso l’Etiopia. Nel Darfur occidentale, quasi 18 mila persone sono state sfollate nella prima metà di agosto. Alle conseguenze del conflitto si aggiungono le inondazioni: nel Darfur settentrionale le piogge hanno distrutto o danneggiato quasi 1.350 abitazioni, costringendo oltre mille famiglie a sfollare.
L’allarme dell’Oim
“I segnali d’allarme sono impossibili da ignorare. In tutto il Sudan, le famiglie fuggono dalla violenza, perdono l’accesso all’acqua, all’elettricità e all’assistenza sanitaria e ora devono affrontare anche il peso delle devastanti inondazioni. Senza un’azione urgente per proteggere i civili e ripristinare i servizi essenziali, la sofferenza aumenterà”. È l’allarme di Amy Pope, direttrice generale dell’Oim-Organizzazione internazionale per le migrazioni, mentre il Sudan affronta una nuova emergenza umanitaria aggravata dai combattimenti e dalle inondazioni.
Gli aiuti umanitari
L’Oim ha consegnato nelle ultime 72 ore 1.750 tonnellate di aiuti, tra cui 17.750 kit per l’igiene e 850 tende, raggiungendo 110.750 persone. Nei prossimi giorni gli aiuti dovrebbero arrivare a oltre 400 mila persone. “Il Sudan è una delle più grandi crisi di sfollamento al mondo”, ha aggiunto Pope, chiedendo sostegno urgente mentre diminuiscono i finanziamenti per gli interventi abitativi. A complicare la risposta sono anche i ritardi nelle catene di approvvigionamento attraverso Mar Rosso e Stretto di Hormuz.
Fonte Agensir

