Sudan, crolla una miniera d’oro nel Kordofan Occidentale: decine di vittime

In Sudan, nel Kordofan Occidentale, è crollata una miniera d’oro causando decine di vittime: i soccorritori hanno chiesto macchinari pesanti per proseguire le operazioni

Photo by Kalz📸🇺🇬 Michael: https://www.pexels.com/photo/photo-of-stone-quarries-and-trees-in-the-background-20405176/

Una tragedia ha colpito una miniera d’oro nel Kordofan Occidentale, nel Sudan, dove il crollo dei cunicoli ha provocato almeno 60 morti. Il bilancio, ancora provvisorio, potrebbe aggravarsi: numerose persone risultano infatti disperse sotto le macerie, mentre i soccorritori continuano a scavare alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Le operazioni sono rese particolarmente difficili dalla mancanza di mezzi adeguati. La miniera di Al-Zaraa, nei pressi di El-Nahud, si trova in una regione dove l’attività estrattiva dell’oro ha assunto un ruolo centrale anche nel contesto della guerra iniziata nel 2023.

Il crollo

Una miniera d’oro è crollata nel Sudan meridionale, causando la morte di almeno 60 minatori: lo hanno riferito all’Afp due sopravvissuti, mentre molte altre persone risultano disperse e si teme siano morte sotto le macerie. I cunicoli della miniera di Al-Zaraa, vicino alla città di El-Nahud nel Kordofan Occidentale, hanno iniziato a cedere martedì e, entro la mattina seguente, erano stati recuperati 60 corpi. “Non sappiamo quanti altri siano ancora all’interno”, ha dichiarato uno dei sopravvissuti, Khair al-Sayyed Jabara, al termine di un’operazione di soccorso durata tutta la notte. Il crollo sarebbe avvenuto domenica, secondo vari organi di informazione locale, tra cui Radio Dabanga, nei pozzi minerari della miniera di Al-Zar’a, nella località di Al-Nuhud, nel Kordofan occidentale. Al momento si ha notizia di oltre 60 morti e almeno 25 feriti ma si continua a scavare.

Le dichiarazioni

“Non sappiamo quanti altri siano ancora all’interno”, ha dichiarato all’Afp uno dei sopravvissuti, Khair al-Sayyed Jabara, precisando che hanno a disposizione gli stessi strumenti rudimentali impiegati per l’estrazione. “Tutti stanno lavorando duramente per recuperare i corpi o eventuali sopravvissuti, ma è difficile. Abbiamo bisogno di macchinari pesanti per rimuovere roccia e terra”, hanno detto. Dallo scoppio della guerra nell’aprile 2023 tra l’esercito sudanese e le forze paramilitari delle Rapid Support Forces (Rsf), gli sforzi bellici di entrambe le parti sono stati finanziati in gran parte dall’industria aurifera, oltre che da sostenitori stranieri, e molte persone senza lavoro si sono lanciate in una pericolosa corsa all’oro.

Fonte Ansa

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