Sud Sudan: annunciate le prime elezioni dal 2011

Il governo del Paese africano ha annunciato che le prime elezioni dalla creazione della nazione, nel 2011, si terranno a dicembre 2026

Sud Sudan. Foto di ammar nassir su Unsplash

A dicembre 2026 il Sud Sudan avrà le prime elezioni a quindici anni dalla sua nascita, secondo quanto ha annunciato il governo. Si tratta di un nuovo tentativo, dopo le precedenti promesse di voto nel 2023 e nel 2024. Attualmente il Paese africano è diviso dagli scontri tra le forze governative e le milizie di opposizione, esito del fallimento di un accordo sulla condivisione del potere. “Quando si terranno le elezioni a dicembre 2026, il Paese si avvierà verso la pace”, ha detto il ministro dell’Informazione e portavoce del governo Ateny Wek Ateny. Gli analisti dubitano che il Sud Sudan, afflitto da corruzione, instabilità e povertà, possa tenere le elezioni entro otto mesi.

L’annuncio del governo

Il Sud Sudan terrà il prossimo dicembre le sue prime elezioni dalla creazione della nazione africana nel 2011: lo ha annunciato il governo. Dalla fine del 2025, le forze governative fedeli al presidente Salva Kiir e le milizie di opposizione del suo storico rivale Riek Machar si scontrano, in particolare nello Stato di Jonglei, dopo il fallimento di un accordo di condivisione del potere, con Machar accusato di crimini contro l’umanità, privato della carica di vicepresidente e agli arresti domiciliari.
“Le elezioni devono tenersi entro la fine del 2026, senza ulteriori indugi”, ha dichiarato il ministro dell’Informazione e portavoce del governo Ateny Wek Ateny in una conferenza stampa. “Quando si terranno le elezioni a dicembre 2026, il Paese si avvierà verso la pace”, ha aggiunto. Il presidente Kiir aveva promesso a luglio 2023 che le elezioni nazionali, già rinviate, si sarebbero tenute nel 2024 e che lo avrebbero visto candidato. Il voto è stato infine rimandato e riprogrammato per dicembre 2026.

I dubbio degli esperti

Tuttavia molti analisti dubitano che le elezioni si possano tenere entro otto mesi in quanto il Sud Sudan, Paese produttore di petrolio, è afflitto da corruzione diffusa e povertà estrema, aggravate dai significativi tagli agli aiuti internazionali nell’ultimo anno. La sua già precaria instabilità è stata ulteriormente esacerbata dalla crisi nel Jonglei, per la quale gli esperti incaricati dall’Onu hanno avvertito a gennaio del rischio di “violenza di massa contro i civili”.

Fonte Ansa

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