Stretto di Hormuz, piano Onu per riaprire le rotte commerciali bloccate

L’Imo accoglie la tregua tra Usa e Iran e lavora a un piano internazionale per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz e sbloccare migliaia di navi

Lo stretto di Hormuz. Screenshot di Google Maps

Dopo settimane di tensioni e blocchi nello strategico Stretto di Hormuz, l’agenzia marittima dell’Onu, International Maritime Organization, accoglie con favore il cessate il fuoco annunciato da Stati Uniti e Iran. L’obiettivo ora è ripristinare la sicurezza della navigazione commerciale in uno dei passaggi più cruciali per il traffico globale di energia e merci, garantendo anche l’evacuazione di migliaia di navi e marittimi rimasti bloccati.

Dopo la tregua Usa-Iran, focus sulla sicurezza delle navi nello Stretto

L’agenzia marittima dell’Onu (Imo) accoglie positivamente l’annuncio di Usa e Iran su un cessate il fuoco e invoca ora un meccanismo di collettivo internazionale per “garantire la sicurezza della navigazione” commerciale nello Stretto di Hormuz: vitale passaggio per i transiti globali di petrolio, gas e altri prodotti chiuso a circa il 90% del traffico ordinario di navi da Teheran negli ultimi 40 giorni di guerra in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Lo si legge in una dichiarazione diffusa a Londra, sede dell’organizzazione.

Un piano per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz

“Sto già lavorando con le parti interessate per la messa in opera di un meccanismo appropriato al fine di garantire la sicurezza del transito delle navi nello Stretto di Hormuz“, afferma nella dichiarazione il segretario generale dell’Imo, il diplomatico panamense Arsenio Dominguez. “La priorità, in questa fase, è – prosegue Dominguez – quella di assicurare l’evacuazione” dei cargo e degli equipaggi rimasti bloccati nelle ultime settimane: circa 3000 navi commerciali e oltre 20.000 marittimi dall’inizio delle ostilità, secondo conteggi recenti della stessa agenzia dell’Onu. Evacuazione, sottolinea, necessaria a testimoniare la ripresa di una situazione generalizzata di “sicurezza della navigazione” attraverso lo stretto.

Fonte Ansa

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