Un’ondata straordinaria di caldo e siccità sta flagellando il nord ovest degli Stati Uniti, scatenando devastanti incendi boschivi. Oltre 65.000 persone sono state evacuate, mentre centinaia di edifici sono già stati ridotti in cenere. La situazione più drammatica si registra a Spokane, definita dalla sindaca Lisa Brown come il peggior disastro naturale mai vissuto nella regione. Le brevi tregue meteo non bastano: a metà settimana le temperature torneranno a salire.
Gli incendi
I grandi incendi che stanno devastando il nord ovest degli Stati Uniti, alimentati dalla siccità e dal caldo intenso, hanno costretto all’evacuazione di 65.000 persone e ridotto in cenere centinaia di edifici. Lo riportano i media americani. I sorvoli aerei dei vigili del fuoco hanno rivelato che tra le 700 e le 1.110 strutture sono andate distrutte da quando gli incendi sono divampati nel fine settimana.
Le zone più colpite
La zona più colpita è quella di Spokane, nello Stato di Washington, dove ci sono ancora tre roghi che bruciano ma comunque non si registrano feriti. La sindaca, Lisa Brown, ha descritto la situazione come “il peggior disastro naturale che la nostra regione abbia mai affrontato”, aggiungendo che le autorità stanno valutando l’entità dei danni. Oggi sono previste temperature più fresche, tuttavia si tratterà di una tregua breve: a metà settimana riprenderà infatti una tendenza al rialzo termico tra i 32 e i 37 gradi.
Fonte Ansa

