La ripresa degli scontri in Yemen, nella penisola arabica, ha causato una nuova ondata di sfollati nella regione occidentale del Paese, a Taiz e Al-Hodeidah. Oltre 18mila persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni a causa dei combattimenti, in molti casi si tratta di famiglie che già avevano dovuto abbandonare casa per trovare rifugio nei siti di accoglienza. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), che richiama le parti in conflitto a non colpire i civili, garantire i corridoi sicuri per chi è in fuga e consentire l’accesso agli aiuti. Le scorte umanitarie rappresentano un altro problema, perché sono fortemente ridotte a causa delle ostilità e delle inondazioni.
Gli sfollati
Sono circa 18.500 le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni nelle regioni di Taiz e Al-Hodeidah, nello Yemen, dall’intensificarsi delle ostilità dallo scorso 3 settembre. Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo la quale il numero degli sfollati continua a crescere di ora in ora mentre le famiglie raggiungono comunità ospitanti e siti di accoglienza. Tra le persone in fuga vi sono anche famiglie già sfollate più volte, costrette nuovamente ad abbandonare quel poco che erano riuscite a ricostruire. I combattimenti stanno inoltre provocando nuovi sfollamenti tra nuclei che vivevano già in insediamenti per sfollati.
Le scorte umanitarie
I centri urbani e le comunità ospitanti lungo la costa occidentale e nel sud di Taiz sono sottoposti a una forte pressione, mentre l’accesso stradale e le comunicazioni risultano ostacolati dagli scontri. Le scorte umanitarie, in particolare di cibo, ripari e beni essenziali, sono fortemente ridotte dopo le recenti emergenze legate ai combattimenti e alle inondazioni. Le famiglie sfollate hanno urgente bisogno di assistenza economica, cibo, acqua potabile, ripari, beni di prima necessità e cure mediche.
Le richieste dell’Oim
L’Oim richiama tutte le parti al rispetto e alla protezione dei civili, garantendo corridoi sicuri per chi cerca di fuggire e accesso umanitario senza ostacoli alle persone ancora intrappolate nelle aree dei combattimenti. L’agenzia Onu sollecita inoltre i donatori a ricostituire le scorte di emergenza e a finanziare con urgenza la risposta umanitaria.
Fonte Agensir

