LUNEDÌ 04 DICEMBRE 2017, 10:56, IN TERRIS


YEMEN

Raid sauditi a sostegno delle truppe di Saleh

Bombardate le postazioni Houti a Sanaa. L'ex presidente nei giorni scorsi ha rotto con gli sciiti

DANIELE VICE
Raid sauditi in Yemen (repertorio)
Raid sauditi in Yemen (repertorio)
P

ostazioni dei ribelli Houti a Sanaa sono state bombardate nella notte dagli aerei della Coalizione a guida saudita. L'operazione ha fornito sostegno alle truppe dell'ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh, che negli ultimi giorni ha rotto la sua alleanza con gli stessi Houthi. Lo riferiscono fonti locali citate dai siti dei giornali arabi. Suse van Meegen, una dirigente dell'organizzazione umanitaria Norwegian Refugee Council, presente a Sanaa, ha detto all'agenzia Ap che i nuovi combattimenti e i raid hanno "completamente paralizzato le operazioni umanitarie".


Alleanza rotta

Saleh, deposto nel 2011, si era alleato tre anni fa con gli Houthi, sciiti come lui e vicini all'Iran, per combattere il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, il suo ex vice, sostenuto dall'Arabia Saudita. Sabato, in un discorso televisivo, Saleh ha chiesto alla Coalizione a guida saudita di mettere fine ai bombardamenti contro le forze ribelli e al blocco dei porti e aeroporti yemeniti, promettendo in cambio di "voltare pagina". Dagli Emirati arabi uniti, principale alleato dell'Arabia Saudita, il ministro degli Esteri, Anwar Gargash, ha intanto affermato che "la rivolta nazionale a Sanaa ha bisogno di sostegno" per "difendere la penisola arabica contro l'espansione iraniana e le bande degli Houthi". "Qualunque sia l'esito della benedetta rivolta a Sanaa, è chiaro che gli yemeniti hanno rifiutato le milizie Houthi sostenute dall'Iran", ha aggiunto Gargash, citato dal quotidiano emiratino Gulf News. Mercoledì scorso il partito di Saleh ha accusato gli stessi Houthi di aver fatto irruzione nel complesso di una moschea sparando contro i fedeli razzi anticarro e granate. Da quel giorno sono stati uccisi 16 militanti.


La guerra

Dal 2015 la guerra civile in Yemen provocato la morte di più di 10 mila persone, lo sfollamento di più di due milioni, lo scoppio di un'epidemia di colera che ha colpito un milione di yemeniti e l'origine di una grave carestia per circa 7 milioni di abitanti. Solo nei giorni scorsi il blocco aereo e navale saudita intorno al Paese in corso da tre settimane ha consentito l'arrivo a Sanaa di soccorsi umanitari e sanitari con un volo del Pam. 

Spazio al lettore: per commentare questo articolo scrivi a direttore@interris.it

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Pagamento bollo auto, 12 persone sanzionate
NAPOLI

Furbetti del bollo auto: sanzionati 12 automobilisti

Pagheranno il triplo del beneficio di cui hanno fruito illecitamente
Marcia per la Vita a Parigi
PARIGI

Migliaia di persone in marcia contro l'aborto

In Francia 200mila interruzioni di gravidanza l'anno. I manifestanti chiedono interventi anche contro la fecondazione...
Kirko Arguello riceve la cittadinanza onoraria a Porto San Giorgio
IL RICONOSCIMENTO

Kiko Arguello cittadino onorario di Porto San Giorgio

Dagli anni '80 sorge nella città marchigiana il Centro Internazionale del Cammino Neocatecumenale
Povertà in Italia
RAPPORTO OXFAM

Disuguaglianza economica nel mondo in crescita

Le fortune dei super-ricchi sono aumentate del 12% lo scorso anno
Madre e figlia
LISIERA DI BOLZANO VICENTINO

Gettata a terra dalla madre: muore neonata

La donna ha poi tentato il suicidio ferendosi alla gola con un coltello
Proteste ad Atene
GRECIA

Caso Macedonia: scontri ad Atene

Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l'accordo di Prespa