Non scende la tensione in Medio Oriente. I raid israeliani sull’Iran proseguono, con l’aviazione che ha attaccato siti di produzione missilistica a Teheran e a Isfahan. La Repubblica islamica minaccia una rappresaglia con effetti sull’economia. “Stiamo dicendo al nemico che se decide di colpire i nostri centri principali, colpiremo tutti i centri economici della regione”, ha affermato il generale delle Guardie della Rivoluzione Ebrahim Jabbari.
La minaccia dei pasdaran
Se la campagna di bombardamenti contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele continuerà, porterà a ritorsioni contro “tutti i centri economici” in Medio Oriente. Lo ha affermato il generale delle Guardie della Rivoluzione Ebrahim Jabbari. “Stiamo dicendo al nemico che se decide di colpire i nostri centri principali, colpiremo tutti i centri economici della regione”, ha dichiarato il generale. “Abbiamo chiuso lo Stretto di Hormuz. Attualmente, il prezzo del petrolio è superiore a 80 dollari e presto raggiungerà i 200 dollari”, ha aggiunto citato dall’agenzia Isna.
Raid aerei
L’aviazione israeliana ha attaccato poco fa in contemporanea a Teheran e Isfahan siti di produzione di missili balistici, lanciatori e siti di stoccaggio. Lo comunica il portavoce dell’Idf in una nota.
Sidone
Un raid aereo israeliano è stato registrato poco fa nel centro moderno di Sidone, 40 km a sud di Beirut. Lo riferisce l’agenzia governativa di notizie libanese Nna. Le fonti parlano di un bombardamento contro la sede locale della Jamaa Islamiya, partito islamico sunnita che ha avuto un ruolo a fianco di Hezbollah nell’ultimo round di guerra del 2024.
Fonte Ansa

