LUNEDÌ 06 MARZO 2017, 12:00, IN TERRIS

Presidenziali in Francia: Juppé si chiama fuori, destra nel caos

Il candidato designato Fillon nonostante il "Penelopegate" vuole andare avanti. Stasera vertice del Partito dei Repubblicani

REDAZIONE
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Presidenziali in Francia: Juppé si chiama fuori, destra nel caos
Presidenziali in Francia: Juppé si chiama fuori, destra nel caos
A poco più di un mese dal primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, in programma il 23 aprile, l'area conservatrice, data per grande favorita prima dello scandalo "Penelopegate", si trova in uno stato confusionale senza precedenti. Il candidato designato, Francois Fillon, sta crollando nei sondaggi per la vicenda che ha coinvolto la moglie, che in passato ha lavorato per lui. La speranza del Partito dei Repubblicani era riposta in Alain Juppé, battuto da Fillon nel ballottaggio delle primarie, ma l'ex premier francese ha ribadito oggi "una volta per tutte", che non si candiderà alle elezioni presidenziali. Il sindaco di Bordeaux ha detto che "per me è troppo tardi". Juppé ha usato toni molto decisi e fermi, pur rendendosi conto della situazione della destra, alle prese con "l'ostinazione" di Fillon a restare candidato. Juppé non ha risparmiato critiche al suo rivale "interno": "Mai, sotto la Quinta repubblica, un'elezione presidenziale è stata così confusa" ha detto. Evidentemente l'inattesa sconfitta alla primarie ancora gli brucia: riferendosi a Fillon, ha detto che il suo "piano di difesa, fondato su un presunto complotto, ha portato la destra in un'impasse". "Per me è troppo tardi - ha concluso - non entro in trattative, la mia candidatura non incarnerebbe il bisogno di rinnovamento auspicato dai francesi".

Dal canto suo Fillon non ha alcuna intenzione di gettare la spugna. Domenica sera ha riunito al Trocadero, a Parigi, una "folla impressionante", come scrive le Figaro, di 200mila sostenitori sotto una pioggia battente. Malgrado le critiche, Fillon è convinto che a lui ''non c'è alternativa'' come candidato della destra alle presidenziali. "Ho commesso il primo errore chiedendo a mia moglie di lavorare per me - ha ammesso - e ho commesso il secondo errore esitando sul modo di parlarne''. Ma poi ha messo tutti in guardia: ''Nessuno può impedirmi di candidarmi''. E ha promesso di andare in fondo, come gli aveva chiesto pubblicamente la moglie Penelope in un'intervista pubblicata ieri mattina, la prima dall'inizio dello scandalo.

A questo punto anche la proposta giunta questa mattina dall'ex presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, di una riunione con Fillon e Juppé per "trovare una via d'uscita" allo stallo sembra destinata a cadere di fronte all'intransigenza delle posizioni. La questione dovrebbe essere risolta questa sera quando si terrà l'atteso vertice del partito per stabilire la linea di condotta dei Republicains: il comitato politico è stato convocato per "valutare la situazione". Secondo gli ultimi sondaggi, Fillon resterebbe fuori dal ballottaggio, contrariamente a Juppé.
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