LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017, 15:30, IN TERRIS

Porto Rico: il 97% degli elettori vuole l'annessione agli Stati Uniti

Plebiscito al referendum consultivo, ma alle urne si è recato solo il 23% dei portoricani

EDITH DRISCOLL
Porto Rico: il 97% degli elettori vuole l'annessione agli Stati Uniti
Porto Rico: il 97% degli elettori vuole l'annessione agli Stati Uniti
E' un vero e proprio plebiscito il risultato del referendum consultivo che si è concluso domenica a Porto Rico, dove il 97 per cento degli aventi diritto ha votato per diventare la 51esima stella degli Stati Uniti.

Il quinto referendum sullo status dell'isola dal 1967


Questa è la quinta volta - dal 1967 - che gli abitanti di Porto Rico si recano alle urne per esprimersi sullo status dell'isola. Sulla scheda utilizzata domenica scorsa, era possibile scegliere tre opzioni: mantenere lo status quo attuale - al momento l'isola viene definita uno "stato associato" degli Stati Uniti - (1,5%), essere indipendenti (1,3%), oppure diventare il 51esimo stato degli Usa.

Bassissima affluenza alle urne


Anche se il referendum non è vincolante, il risultato ha perso valore a causa della bassissima affluenza alle urne. Infatti, il 77% di 2,2 milioni di aventi diritto ha disertato l'appuntamento con le urne. A questo ha contribuito anche il boicottaggio messo in atto dal Partito Democratico e da quello dell'Indipendenza che hanno organizzato anche una marcia di protesta.

La "Grecia dei Caraibi"


Nonostante il plebiscito, il risultato del referendum non è vincolante. Infatti, spetterà al Congresso americano decidere se trasformare Porto Rico nella 51esima stella sulla bandiera "stars and stripes". Ma ci sono almeno due motivi per cui Capitol Hill potrebbe rifiutare. Il primo è di natura economica, dato che l'isola è chiamata la "Grecia dei Caraibi" già che ha dovuto dichiarare la bancarotta perché ha un debito di 70 miliardi di dollari che non riesce a pagare, il tasso di povertà è pari al 45%, il sistema pensionistico e sanitario sono sull'orlo del baratro, mentre quello scolastico è nettamente sotto la media. Il secondo motivo, invece, è politico: l'isola è a chiara maggioranza democratica e un Congresso repubblicano non vede molto bene il suo ingresso negli Usa.

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