Petrolio in rialzo: il Brent supera i 112 dollari al barile

Le tensioni in Medio Oriente spingono i prezzi: timori per le forniture energetiche globali

Foto di engin akyurt su Unsplash

Le tensioni in Medio Oriente tornano a scuotere i mercati energetici, con il petrolio in forte rialzo dopo le minacce iraniane di colpire infrastrutture nel Golfo. Il Brent supera i 112 dollari al barile, mentre cresce l’allarme per possibili interruzioni delle forniture. A innescare l’impennata sono gli attacchi e le rappresaglie che coinvolgono impianti strategici tra Iran e Qatar, alimentando l’incertezza su uno snodo cruciale per l’energia mondiale.

Gli aumenti

Il petrolio Brent ha registrato un’impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente, dopo che l’Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.

Le cause

Dopo aver trascorso gran parte della giornata di mercoledì oscillando intorno ai 100 dollari, oggi il greggio è salito alle stelle quando Teheran ha minacciato di prendere di mira gli impianti regionali in risposta a quello che ha definito un attacco israeliano a un sito che serve il suo enorme giacimento di South Pars, che condivide con il Qatar. Abu Dhabi ha successivamente interrotto le operazioni in un impianto di gas a causa della caduta di detriti derivanti dall’intercettazione di missili, mentre il sito di Ras Laffan in Qatar è stato colpito. QatarEnergy ha dichiarato che le squadre di emergenza sono state “dispiegate immediatamente per contenere gli incendi che ne sono derivati”.

Fonte Ansa

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