Il ritmo di trasmissione della malattia, l’elevata mortalità e l’espansione geografica fanno dire all’Organizzazione mondiale della Sanità che l’epidemia di virus Ebola Bundibugyo in Congo si sta intensificando. L’ultimo bollettino dell’Oms registra il numero settimanale più alto di casi confermati e decessi, su un totale di – rispettivamente – 3.605 e 1.587. La diffusione dell’agente patogeno nell’arco di due mesi è passato dalla zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, fino a interessare cinque province. Nel frattempo, alcuni giorni fa l’Uganda ha dichiarato il Paese libero dal virus, anche se a rischio di casi importati.
Il bollettino sanitario
L’epidemia di malattia da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo “si sta intensificando, con una trasmissione sostenuta e un continuo aumento dei casi e dei decessi”. In quella che è stata riconosciuta come la più grande epidemia di Ebola mai segnalata in Congo, al 30 luglio 2026, sono stati confermati un totale di 3.605 casi, inclusi 1.587 decessi, corrispondenti a un tasso di letalità del 44%. Lo rende noto l’Organizzazione mondiale della Sanità nel bollettino settimanale.
L’espansione geografica
Inizialmente circoscritta alla zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, negli ultimi due mesi l’epidemia si è estesa a cinque province (Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uélé e Tshopo). Durante l’ultima settimana di rilevazione è stato registrato il numero settimanale più alto di casi (567) e decessi (296) segnalati fino a oggi.
Il ritmo di trasmissione
Il continuo aumento dei casi, l’espansione geografica e l’elevata mortalità mostrano, scrive l’Oms, “l’eccezionale ritmo di trasmissione” e “la rapida evoluzione di questa emergenza sanitaria pubblica”. Pertanto è “necessario un sostanziale ampliamento delle attività di risposta per anticipare l’epidemia”.
L’Uganda dichiara la fine dell’epidemia
Il 28 luglio, il ministero della Salute dell’Uganda ha dichiarato invece la fine dell’epidemia nel Paese, dopo 42 giorni senza nuovi casi confermati di trasmissione locale e l’ultimo caso confermato dimesso dalle cure il 16 giugno 2026. L’Uganda rimane però a rischio di casi importati e di reintroduzione del virus dal vicino Congo.
Fonte Ansa

