MARTEDÌ 15 MARZO 2016, 002:00, IN TERRIS

"OBIETTIVI RAGGIUNTI", PUTIN ANNUNCIA IL RITIRO DELLE FORZE RUSSE DALLA SIRIA

Il titolare del Cremlino ha già informato Assad della sua decisione. Ripresi i colloqui di Ginevra, De Mistura: "Il piano B è la guerra"

REDAZIONE
"OBIETTIVI RAGGIUNTI", PUTIN ANNUNCIA IL RITIRO DELLE FORZE RUSSE DALLA SIRIA
Vladimir Putin ha annunciato l'inizio del ritiro delle forze russe dalla Siria affermando che gli "obiettivi sono stati raggiunti". Lo riportano i media internazionali. Il titolare del Cremlino spera che l'inizio del ritiro delle truppe russe dalla Siria sia "una buona motivazione per dare inizio alle negoziazioni politiche tra le forze del paese", riferisce la Tass.

Putin ha informato Bashar al Assad della sua decisione. L'operazione comincerà oggi. Continueranno ad essere operative la base aerea di Hemeimeem, nella provincia di Latakia, e quella navale nel porto di Tartous. Il presidente russo ha aggiunto che il suo Paese manterrà un centro di controllo aereo in Siria per monitorare la tregua.

Sono ripresi intanto i colloqui di Ginevra tra il regime siriano e le forze di opposizione, con la mediazione delle Nazioni Unite, per mettere fine alla guerra civile scoppiata nel marzo 2011. L'inviato dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha precisato nei giorni scorsi che i colloqui non dureranno più di 10 giorni e che l'agenda prevede la discussione di "tre questioni: un nuovo governo inclusivo, una nuova Costituzione e nuove elezioni", con l'obiettivo di portare i siriani alle urne entro 18 mesi dall'inizio dei negoziati, ossia da oggi. Il piano B, ha aggiunto commentando l'ipotesi di una soluzione alternativa alla tregua, porta diritto alla guerra.  "La transizione politica in Siria - ha spiegato - è la madre di tutti i problemi". Parlando con i giornalisti ha sottolineato l'importanza di focalizzare al più presto le trattative sulle "questioni reali".

Domenica i ministri degli Esteri di Stati Uniti, Italia, Francia, Germania e Regno Unito riuniti a Parigi hanno sollecitato le parti a tenere "veri negoziati", accusando Damasco di voler "far fallire il processo negoziale" per aver posto come "linea rossa" la permanenza del presidente Bashar al Assad al potere. "Bashar al Assad è la linea rossa ed è competenza del popolo siriano", ha detto due giorni fa il ministro degli Esteri di Damasco, Walid Muallem.

"Siamo venuti a discutere una soluzione politica per mettere fine alla sofferenza del popolo siriano e speriamo che l'altra parte sia altrettanto seria", ha detto domenica alla stampa Salem al-Meslet, portavoce dell'Alto comitato per i negoziati, che riunisce i principali gruppi dell'opposizione. Il portavoce ha quindi ribadito che in un futuro organismo di transizione, dotato di tutti i poteri esecutivi, "non ci sarà alcun ruolo per quanti hanno commesso crimini, o per Bashar al-Assad".
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